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: Nella pagina riservata ai Soci YKIAT trovate il Verbale dell'Assemblea Ordinaria Annuale del 5/9/2017.
150 Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia   Nel 2016 saranno trascorsi centocinquanta anni da quando, nel 1866 (secondo anno dell'era Keiō), Giappone e Italia hanno dato avvio alle relazioni diplomatiche con la conclusione del Trattato di Amicizia e di Commercio. Da allora un costante flusso di persone tra i due Paesi ha permesso di costruire ottime relazioni...                  [continua]

Ieri ho ricevuto un regalo.
E' stata una cosa inaspettata, ma molto gradita.
Un regalo spontaneo, fatto con il cuore.
Si tratta di una maglietta con la stampa sul retro del simbolo della nostra scuola di Aikido e sul davanti un'immagine composta che richiama l'Aikido e la sua filosofia.
Accompagnato al simpatico dono c'era un biglietto con uno scritto che voglio integralmente riportare, perché mi pare significativo.

Trieste, 4 aprile 2013
Ueshiba aveva scritto all'inizio di una delle sue poesie:

“Metti in azione
il potere del cosmo
avvalendoti dell'AI-KI.
Crea un mondo meraviglioso
e fonda la pace.”

In questo modo vorrei ringraziarti per creare e guidare questo nostro gruppo in cui possiamo mettere in pratica attraverso le tecniche il potere dell'AI-KI.
Grazie Maestro Marolla
(Ivan)

Due cose vorrei dire a commento, oltre a ringraziare Ivan per il gentilissimo pensiero.

La prima riguarda o-sensei Morihei Ueshiba.

(O-sensei Morihei Ueshiba a Iwama, anni '60)

Lui soleva dire, soprattutto negli ultimi anni di vita, che l'Aikido serve a migliorare il mondo.
Lo stesso Saito sensei ricordava sempre il suo primo incontro con il grande Maestro...
Si era recato nella sua casa per chiedere di essere ammesso a frequentare le lezioni e Ueshiba gli aveva detto, prima di accettarlo come allievo, “Lo sai che l'Aikido serve per fare del bene all'umanità?” Saito aveva risposto di sì, ma solo per poter entrare a far parte degli allievi, con lo scopo di diventare forte. Capì il significato di quella frase soltanto molto tempo dopo e da allora lo condivise con tutti.
Ed è proprio così.
Attraverso l'Aikido si può far diventare il mondo un po' migliore di come lo abbiamo trovato.
Si parte da se stessi. Si trova il proprio equilibrio interiore, sconfiggendo il proprio ego, semplicemente e automaticamente attraverso le affascinanti tecniche marziali di questa disciplina. Da qui ci si può relazionare con gli altri in modo diverso, improntato al leale confronto e al sincero rapporto. In questo modo si creerà una rete di condivisione del proprio positivo modo di essere e anche la propria cerchia di conoscenze potrà evolvere, e da lì estendersi a gruppi più numerosi, fino appunto all'umanità intera.
Concetto difficile da apprendere all'inizio della pratica (come confermava anche Saito sensei), ma che, con il tempo e quasi senza accorgersene, entra a far parte del nostro modo di pensare e di agire.
L'importante è aver fiducia e continuare a praticare senza scoraggiarsi.
Diceva un saggio Maestro giapponese: “Fino a quando non lo troverai divertente... continua a praticare!”

(Michele Marolla con Morihiro Saito sensei a Iwama nel 2001)

Per la seconda cosa... lascio la parola al Maestro Yamada, pubblicando un suo scritto che mi sembra interessante da leggere.

Uno dei punti di forza dei grandi raduni estivi è costituito dagli esami di passaggio di grado. Dal momento che si tratta di un esame, alcuni riescono ed altri falliscono. Nonostante la commissione non ami respingere i candidati, a volte non può farne a meno. Non resta allora che chiedere a coloro che hanno fallito di non desistere.
Sono sinceramente dispiaciuto per coloro che sono respinti, ma essi falliscono sempre per delle ragioni precise e mi piacerebbe che si sentissero liberi di chiedere alla commissione come poter migliorare il proprio livello.
Quando il candidato non supera la prova, il responsabile dovrebbe essere il suo insegnante piuttosto che soltanto l'allievo. E' ancora più spiacevole sentire insegnanti che si lasciano andare a commenti su come il proprio allievo sia stato migliore di altri che sono stati promossi. Essi arrivano persino a dire, a volte, che il proprio allievo è stato vittima di manovre politiche. Questi sono precisamente quelli che dovrebbero venire a chiedere come migliorare le tecniche dei loro allievi. Quando un insegnante presenta un candidato dovrebbe essere certo che sia al livello richiesto. In questo modo ci sarebbero meno delusioni sia da una parte che dall'altra.
Qualche parola adesso per quelli che riescono. Nel corso del tempo ho potuto notare che il passaggio di grado rende gli allievi così contenti da dimenticare una cosa molto importante: di dire grazie.
Non solo alla commissione e ai loro insegnanti, ma anche a tutti quelli con cui hanno lavorato. E' evidente che ottengono la loro cintura nera grazie ai propri sforzi, ma non avrebbero potuto allenarsi e progredire da soli. Lo specchio non può mantenere tutto il suo splendore se non è regolarmente lucidato. Questo è il ruolo di "Aite" (il proprio partner).
Ho qualche scrupolo a spiegarvi come si svolgono le cose nel mio paese perché non è mia intenzione imporvi i nostri costumi. Mi piacerebbe d'altronde presentarvi qualche esempio di usi tradizionali descritti nel "Keikigoto" (studio della cultura).
Quando qualcuno ottiene lo "shodan", egli organizza una piccola festa per ringraziare i suoi compagni. In seguito fa un regalo (tanagushi) al suo insegnante. Ricordatevi che parlo di usanze giapponesi; non intendo imporvi nuove regole. Tengo solo ad informarvi. Come shihan degli Stati Uniti non sono materialista. Mi applico a non ricercare niente di materiale. Mi piacerebbe soltanto un piccolo "grazie" di tanto in tanto: i beni materiali hanno poca importanza.
Tutti sanno che lo studio del "BUDO" comprende anche lo studio della comunicazione e dell'espressione della nostra stima: è lo studio del "REIGI" (etichetta e cortesia). Da qualche tempo ho notato una mancanza di cortesia o di "REIGI". "Grazie" è una parola molto semplice, infatti è la prima parola inglese che ho imparato da bambino e credo realmente che un piccolo "grazie" faccia una grande differenza.
Un allievo dovrebbe sempre esprimere la propria gratitudine quando si reca in un altro "dojo". Non è sufficiente presentarsi, è necessario ringraziare l'insegnante alla fine della lezione. E' sorprendente constatare come alcuni sistemino le loro cose e se ne vadano poi senza neanche un "grazie".
Inutile dunque dire che si dovrebbe sempre saper ringraziare. I bambini dovrebbero ringraziare i genitori, gli invitati i loro ospiti. Io penso che più una persona ci è vicina, meno la sua presenza deve essere considerata scontata. Esprimiamo spontaneamente la nostra stima verso gli altri: "Buongiorno! Come va? Grazie". Ne abbiamo tutto da guadagnare. E ciò eviterà spesso numerosi conflitti inutili tra esseri umani. Grazie.
Yoshimitsu Yamada

 

(Yoshimitsu Yamada sensei con Michele Marolla a Trieste nel 2000)

Yoshimitsu Yamada shihan, nato a Tokyo il 17 febbraio 1938, è stato uno degli allievi di O-Sensei della quarta (e ultima) generazione (1956-1969). Ha iniziato la pratica dell'Aikido nel 1955 ed è attualmente 8° dan. Vive ed insegna a New York City.

Takamori

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