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150 Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia   Nel 2016 saranno trascorsi centocinquanta anni da quando, nel 1866 (secondo anno dell'era Keiō), Giappone e Italia hanno dato avvio alle relazioni diplomatiche con la conclusione del Trattato di Amicizia e di Commercio. Da allora un costante flusso di persone tra i due Paesi ha permesso di costruire ottime relazioni...                  [continua]

In contemporanea ai tre di Iwama e Maurizio a Tokyo, il resto del gruppo parte per il tour del Giappone...

13 giugno

Sveglia di buon mattino a Iwama dove si sbrigano le pulizie, come tutti; colazione frugale e poi partenza per Nikko, dove arriviamo alle 11.30. Ci sistemiamo in un albergo un po’ fuori dal centro abitato, ma vicino alla zona dei templi.

Pare un destino, ma ogni volta che vengo a Nikko… piove! Pazienza, anche la pioggia tra questi monti ha il suo fascino, sembra infatti di vedere un sumi-e (dipinto a inchiostro). Sistemati i bagagli si parte alla volta dei templi.

Finalmente il restauro del portale del  Toshogu Shrine è finito e quindi lo si può ammirare in tutta la sua magnificenza.

Il tempio Toshogu, che si compone di circa una dozzina di edifici in una splendida foresta, è il mausoleo di Tokugawa Ieyasu, primo Shogun del clan Tokugawa, che poi, di fatto, regnò sul Giappone fino alla restaurazione Meiji (1868).

Tokugawa Ieyasu è qui sepolto ed è considerato una divinità dal nome Tosho Dai Gongen (Grande divinità della luce splendente dell’Est), Ieyasu aveva infatti fondato Edo (oggi Tokyo), che era diventata la capitale dell’Est.

Il tempio inizialmente era abbastanza semplice: era costituito sostanzialmente dalla tomba (in alto sulla collina), poi il nipote di Ieyasu, Iemitsu, la arricchì con gli splendidi edifici e portali che oggi possiamo ammirare: ogni elemento decorativo è diverso dagli altri, in un susseguirsi di splendidi altorilievi e statue.

Da notare tra l’altro che questo tempio rappresenta un sincretismo tra Buddhismo e Shintoismo, cosa abbastanza rara da trovare oggi in Giappone, giacché, mentre era una pratica diffusa nel passato, durante la restaurazione Meiji, le due religioni (e i loro simboli) furono nettamente separati, ma nel caso del Toshogu, le due religioni erano così strettamente mescolate che l’opera di separazione non fu portata a termine.

Proseguiamo poi per il Futarasan Shrine, tempio buddhista molto più antico e decisamente più essenziale dell’elaborato vicino Toshogu.

Questo santuario fu fondato nel 782 dal monaco Shodo Shonin, che introdusse il buddhismo a Nikko. Il tempio è dedicato alle tre montagne sacre della zona di Nikko: il Monte Nantai, il Monte Nyoho e il Monte Taro. Il nome Futarasan infatti è una diversa pronuncia del nome "monte Nantai", il più alto dei tre. Da questo tempio si parte quindi per il pellegrinaggio ai tre monti, che almeno per questa volta non abbiamo fatto, ma speriamo di fare nel futuro.

Lasciata l’area dei templi ci dirigiamo verso il Shinkyo Bridge o Ponte sacro, che era l’antico accesso all’area dei templi e, di fatto appartiene al tempio Futarasan.

Il ponte è classificato tra i più belli del Giappone, insieme a quello di Iwakuni, nella Prefettura di Yamaguchi e lo Saruhashi nella Prefettura di Yamanashi….la passione per le classifiche in Giappone è proverbiale!

Ci fermiamo a mangiare un buon piatto di soba prima di rientrare in albergo, gustandola con lo stile giapponese…un po’ di “risucchio” è molto apprezzato!!!

Prima di rientrare però facciamo ancora una tappa percorrendo il sentiero, che parte subito dietro al nostro albergo e che porta all’abisso Kanmangafuchi, formatosi da un’eruzione del monte Nantai.

Su questo sentiero che si addentra nel bosco lungo il fiume si possono ammirare più di 70 statue di Jizo. I Jizo sono Bodhisattva, termine che potremmo tradurre con  “colui che sta percorrendo la via per diventare Buddha”. Queste statue si trovano molto spesso in Giappone lungo le vie e nei templi, proteggono i viandanti ed i bambini sfortunati e per questo la pietà della gente si premura di coprirli con berretti e indumenti, spesso di colore rosso, colore che allontana gli spiriti malvagi. I Jizo di questo sentiero vengono chiamati con tre nomi diversi: Bake Jizo (Jizo Spirito), Narabi Jizo (Jizo in linea) e Hyaku Jizo (100 Jizo).

Rientrati ci concediamo uno splendido “O furo”, tradizionale bagno giapponese per la purificazione del corpo e dello spirito dallo stress quotidiano.
Per tutti, tranne che per me (Giovanna), è la prima esperienza….molto apprezzata!



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