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150 Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia   Nel 2016 saranno trascorsi centocinquanta anni da quando, nel 1866 (secondo anno dell'era Keiō), Giappone e Italia hanno dato avvio alle relazioni diplomatiche con la conclusione del Trattato di Amicizia e di Commercio. Da allora un costante flusso di persone tra i due Paesi ha permesso di costruire ottime relazioni...                  [continua]


14 giugno

Dopo un’ottima colazione (all’occidentale), e con il tempo che va rasserenandosi, ci dirigiamo alla stazione per prendere il treno che ci porterà a Kamakura, capitale del Giappone dal 1185 al 1333, periodo nel quale inizia il governo dello Shogunato ad opera di Minamoto no Yoritomo. Con il declino di Kamakura, la capitale sarà riportata a Kyoto dal clan Ashikaga, che proseguirà nel governo shogunale.

Al nostro arrivo troviamo un’incredibile quantità di folla perché, al contrario del resto del Giappone nel quale il mese di giugno è bassa stagione per la famosa fioritura delle ortensie, in questa regione è alta stagione!

Anche qui l’albergo, o meglio, la Guest House (Kamakura Guest House), è un po’ lontana dal centro, ma la scelta è stata azzeccata: una casa in stile tradizionale e molta simpatia e cordialità.

Sistemati i bagagli, andiamo subito a vedere il  Grande Buddha o Daibutsu.

La statua fu fusa nel 1252 e originariamente posizionata all’interno di un grande tempio, tuttavia il tempio fu distrutto e ricostruito varie volte a causa di tifoni e tsunami nel  XIV e XV secolo, così che dal 1495 si decise di lasciare la statua all’aperto.

La statua è alta 13,35 metri ed è la seconda statua in bronzo per altezza del Giappone (...sempre le classifiche...), sorpassata solo dalla statua del Todaiji, a Nara.

Sempre a Hase (sobborgo di Kamakura) visitiamo il tempio Hase Dera appartenente al ramo  buddhista Jodo (Terra Pura).

Il tempio si trova sulla cima di una collina, alla base un bel laghetto, lungo la scalinata un area dedicata agli Jizo con centinaia di piccole statue , che si ritiene aiutino lo spirito dei bambini defunti a raggiungere il Paradiso.

Lungo la salita si trova anche una piccola grotta dedicata a Benten o Benzaiten, una delle Sette divinità della Fortuna, l’unica donna, indicata come dea della musica in quanto sempre rappresentata con un “biwa” (strumento giapponese simile al liuto) in mano.

Dopo circa 1 ora di attesa in cima alla collina, entriamo nella parte dove crescono le ortensie: un’intera collina di meravigliosi fiori che ci lascia veramente a bocca aperta!

Rientriamo quindi alla Guest House e ceniamo tranquillamente nella sala comune (dotata anche di una comoda cucina) con il cibo acquistato nei provvidenziali Lawson.

15 giugno

Lasciato il bagaglio in stazione, continuiamo la visita dei principali templi di Kamakura.

Dopo una fermata di treno, scendiamo a Kita Kamakura e da qui a piedi facciamo tutto il percorso che ci porta ai templi di Engakuji, Meigetsuin,  Kenchiji e il santuario di Tsuruoka Hachimangu.

Ecco alcune brevi note su questi templi:

  • Engakuji : il tempio fu fondato nel 1282, oggi è un tempio della setta buddhista Zen. Bellissimo il portale (Sanmon) che risale al 1783 e la sala principale (Butsuden) con una statua di Shaka Buddha.

  • Meigetsuin: è un tempio della setta buddhista Zen Rinzai , fondato nel 1160. Il tempio è anche conosciuto come Ajisaidera o Tempio delle ortensie.
    I fiori infatti abbondano, così come la gente. Suggestivo inoltre lo scorcio con la finestra circolare che permette di vedere il giardino interno.

  • Kenchoji: è il più importante dei cinque grandi templi Zen di Kamakura (Gozan). Fondato nel 1253 durante la Kencho Era, da cui il nome (Nota: le ere prendono il nome postumo dell’imperatore di quel periodo). Bellissimi i cipressi secolari al suo ingresso e il portale, così come la sala principale. Il giardino (sul retro del Hojo –quartiere del prelato reggente- si chiama Shin.ji, perché il suo disegno rispecchia il kanji “shi” (in cinese) e “kokoro”(in giapponese), che significa “cuore/spirito”. Fu disegnato da un famoso maestro Zen, Musō Soseki, che disegnò anche il famoso “giardino dei muschi” del tempio Saihōji di Kyoto.

  • Tsuruoka Hachimangu è il tempio Shintoista più importante di Kamakura. Fondato nel 1063 da Minamoto Yoriyoshi, fu ingrandito da Minamoto Yoritomo, fondatore del sistema di governo Shogunale e primo Shogun. Il santuario è dedicato alla divinità di Hachiman, protettrice del clan Minamoto e dei samurai in genere. Dall’alto dove si trova il santuario si può ammirare il bellissimo viale (finalmente i lavori di ripristino sono terminati!) che conduce fino al mare. Il viale fu costruito da Minamoto no Yoritomo in onore di sua moglie, la potentissima Hojo Masako. Ai piedi della scalinata si trovano due stagni: uno rappresenta il clan Minamoto (o Genji) ed ha tre isolette, mentre l’altro rappresenta il clan Taira (o Heike), ed ha quattro isolotti. Questo perché si voleva ricordare la guerra Genpei, vinta appunto dai Minamoto, e in giapponese la parola “morte” è omofona con la parola “quattro”. Davanti al santuario Tsuruoka Hachimangu si svolgono a metà Aprile e metà settembre le gare di “Yabusame”: competizioni di arcieri a cavallo.

Ci  sarebbero tanti altri tempi e santuari da visitare, ma per rispettare il nostro itinerario dobbiamo lasciare la splendida Kamakura.

Questa volta il tragitto in treno è abbastanza lungo, ma sempre confortevole: in circa 5 ore raggiungiamo Myiaijmaguchi, dove a un centinaio di metri di distanza dalla stazione troviamo il traghetto che ci porta sull’isola di Myiaijma.

L’arrivo con i colori caldi del tramonto è molto suggestiva e tutti restano incantati.
L’albergo questa volta è vicino al punto d’approdo del traghetto, così viene raggiunto in pochi minuti.

L’isola di Myiiajima è molto affollata di giorno, ma decisamente molto meno dopo il tramonto, per questo abbiamo deciso di venire a pernottare sull’isola, così da goderci la vista del famoso Torii nell’acqua di notte, senza la massa di turisti.

Una cenetta in un simpatico ristorante a gustare (per chi può, ahimè, io sono allergica) le squisite ostriche, prelibatezza locale.

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