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17 giugno

Il programma che abbiamo preparato è molto intenso, e questo per cercare di conoscere più cose possibili in una città dove le cose da vedere sono veramente tantissime, Kyoto viene infatti chiamata "la città dei mille templi".

Antica capitale del Giappone dal 794 al 1868 conserva, a differenza di Tokyo, tutto il fascino del passato pur essendo anche una bella città moderna.

La giornata inizia con la visita al tempio Toji.

Nel 794, quando la capitale del Giappone fu trasferita da Nara a Heiankyo (antico nome di Kyoto), furono costruiti due grandi templi a protezione della capitale: quello dell’Ovest, che oggi non esiste più, e quello dell’Est. Toji infatti vuol dire “Tempio dell'Est.

Nell'823 l’imperatore Saga, per onorare il monaco Kukai, fondatore del buddismo esoterico e dei templi di Koya San, gli donò il tempio. Kukai ne fece il centro del buddismo esoterico e aggiunse vari templi nell'area, oltre alla famosa "pagoda a 5 piani". I templi e la pagoda furono distrutti da terremoti e incendi, ma sempre ricostruiti nello stile e con le tecniche originari.

La pagoda è normalmente chiusa al pubblico e ha la funzione di custodire reliquie del Buddha. Con i suoi 55 metri questa è la più alta pagoda del Giappone.

La pagoda attuale è stata edificata nel 1644, mentre l'originale è del 9° secolo. A causa di incendi la pagoda fu ricostruita 4 volte, ma mai a causa di crolli dovuti ai terremoti, e questo per il suo sistema di costruzione veramente all'avanguardia. I vari piani infatti sono indipendenti tra loro e le interconnessioni sono fatte in modo tale che le vibrazioni vengono assorbite grazie al movimento sinuoso, che prende il nome di "danza del serpente", dei suoi corti pilastri.

A seguire visitiamo il Kondo o sala principale del Toji. L’originale fu costruito nell'8° secolo, distrutto da un incendio nel 1486 e ricostruito nel 1603.

È la più bella struttura del Toji, infatti combina il doppio tetto di stile giapponese (irimoya), con quello indiano (tenjiku). La posizione delle tre statue all'interno del Kondo (Yakushi Nyorai al centro, Nikko Bosatsu a sinistra, Taiko Bosatsu a destra) sono una rappresentazione fisica della rappresentazione cosmologia del buddismo.

Nella sala Kodo (sala delle letture), costruita nel 835 e ricostruita più volte fino alla versione odierna che è del 1491, si trovano varie statue che rappresentano il mandala (normalmente bidimensionale): il Budha Dainichi Nyorai al centro e le 21 statue intorno: i Bodhisattva, il Myoo, i Tenbu (guardiani).

Proseguiamo la visita sempre rimanendo nella parte est di Kyoto e ci dirigiamo verso il quartiere di Shimabara.

Il quartiere di Shimabara fu il più antico e famoso quartiere del piacere nel primo periodo Edo, antecedente anche al quartiere di Yoshiwara di Tokyo.
Oggi questo è un tranquillo quartiere che mantiene molto del suo antico fascino, forse perché si trova fuori dalle abituali mete turistiche, ma noi non siamo semplici turisti, o almeno ci piace pensare che siamo "turisti informati.

Shimabara fu chiuso come "quartiere del piacere" già alla fine del periodo Edo, ma nonostante ciò restarono ad operare alcune "okiya", case dove le Tayu (cortigiane) e le Geisha (artiste) vivevano e intrattenevano gli ospiti, e alcune “ageya”, che potremmo definire eleganti ristoranti dell'epoca.

Passato il grande portale d'ingresso, ancora originale, ci inoltriamo per strette vie costellate di piccoli negozi, ma deserte.

Si può ancora ammirare una famosa "okiya", ma solo dall'esterno, essendo oggi disabitata e non visitabile: la Wachigaya.

Grazie però alla prenotazione fatta per noi da Giorgio, un amico di Padova che vive a Kyoto, andiamo a visitare una tra le più belle “ageya” originali oggi esistenti: il Sumiya.

 

La famiglia Nakagawa è proprietaria del Sumiya da 13 generazioni, e cioè fin dal 1641. La struttura fu nel tempo ampliata e la struttura attuale risale al 1787.

Data la bellezza poco conosciuta di questa casa/museo, rimando il lettore a un articolo a parte, su questo sito, dove aggiungerò la descrizione delle stanze del primo piano, veri capolavori di raffinatezza, disponibile solo su una guida in lingua giapponese.

Il Sumiya è stato riconosciuto nel 1952 quale Tesoro Nazionale Culturale, ed è tra i più eleganti e ricercati esempi di architettura della cultura urbana emergente di mercanti e artisti. Unica nel suo genere in quanto non ne esistono di uguale bellezza a Tokyo, Osaka, e Kyoto stessa.

Il Sumiya non era solo un luogo di intrattenimento, ma anche luogo di incontro di artisti, letterati e politici. Alcune delle sue porte scorrevoli sono state dipinte da artisti quali Yosa Buson o Maruyama Okyo. Qui si incontravano i poeti di haiku del gruppo Shimabara Haidan, e alcuni dei loro scritti si possono ancora ammirare. Infine qui si sono incontrati anche politici quali Sakamoto Ryōma , Saigo Takamori e Kusaka Genzui  per raccogliere fondi destinati alla lotta per la restaurazione del potere temporale dell'Imperatore.

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