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150 Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia   Nel 2016 saranno trascorsi centocinquanta anni da quando, nel 1866 (secondo anno dell'era Keiō), Giappone e Italia hanno dato avvio alle relazioni diplomatiche con la conclusione del Trattato di Amicizia e di Commercio. Da allora un costante flusso di persone tra i due Paesi ha permesso di costruire ottime relazioni...                  [continua]

HINA MATSURI – 3 Marzo
Festa delle bambine, delle bambole e dei fiori di pesco

Celebrata il terzo giorno del terzo mese, questa festività segnava l’inizio della primavera.
Altri nomi di questa festa sono  Momo no Sekku “festa dei peschi” e Joshi no Sekku “festa delle bambine”.
Lietissima festa del calendario giapponese stabilita circa quattro secoli addietro presso la nobiltà di corte e l’aristocrazia militare, la festa viene tutt’ora celebrata il 3 marzo.

L’episodio che diede origine alla celebrazione nella forma in cui è a tutt’oggi praticata risale al 1644: le cronache shogunali raccontano che un kerai, cioè un membro del seguito del supremo capo militare (Shogun) Tokugawa Iemitsu, il terzo giorno del terzo mese regalò un corredo di bambole alla bambina di costui, Chiyohime, che compiva sette anni.
Questo gesto fu imitato immediatamente nell’ambito della corte shogunale e ben presto si diffuse presso altri ambienti.
Fu così stabilita l’usanza di donare alle bambine corredi di hatsuhina “le prime bambole”, in occasione del terzo giorno del terzo mese successivo alla loro nascita.

Nella ricorrenza di Hina Matsuri le bambine festeggiano la loro futura felicità e prosperità di donne maritate e padrone di casa allestendo un “altare delle bambole” (hina den). Si tratta di un palco a sette gradini rivestito di feltro rosso, sul quale le fanciulle dispongono, insieme a diverse bambole (hina ningyo) di toccante bellezza, anche suppellettili in miniatura (hina dogu) in legno laccato, copie perfette e delicatissime dei preziosi corredi da sposa (konrei dogu) dell’antico Giappone.

Tradizione vuole che nell’antica capitale Kyoto le hina ningyo rimangano esposte dal 3 marzo al 3 aprile, mentre a Tokyo il periodo di esposizione va dal 3 febbraio al 3 marzo.

La voce popolare attribuisce vita propria alle bambole e sostiene che convenga trattarle con rispetto e con cura, esponendole regolarmente ogni anno nel periodo festivo a loro dedicato: le bambole dimenticate troppo a lungo nelle proprie scatole o, peggio, esposte fuori tempo, possono indispettirsi e provocare piccole molestie di ogni tipo. Ma stando a una diffusa superstizione anche l’esposizione prolungata oltre il tempo dovuto è infausta, apportando la conseguenza di un indesiderato zitellaggio.

Decorazione di stagione sono i rami di pesco in fiore, simbolo d’immortalità di antica origine cinese, connesso a epoche remote con i più dolci significati della femminilità e i buoni auspici matrimoniali: stando a un mitico racconto, un albero di pesco millenario cresce nel paradisiaco giardino di Xiwang Mu, la regina Madre d’Occidente, dea di tutti gli immortali.

Una poesia di Li Bo (702-762) rammenta la natura divina dei fiori di pesco:

Petali di pesco fluttuano / verso il fiume remoto / tra cieli e terre altri da questi.

Inoltre, nella tradizione cinese la pesca (tao), chiamata anche “Frutto Fatato” (xian guo) ha grande importanza  simbolica e significato benaugurante, essendo collegata al matrimonio, alla primavera e all’immortalità.

In Cina le scatole di lacca rossa intagliata a forma di pesca venivano di solito offerte come dono nunziale o, talora, anche come regalo per il sessantesimo compleanno: in questo caso il dono rappresenta l’augurio di una vita particolarmente lunga e felice, giacché sia in Cina che in Giappone il compimento dei 60 anni è assimilato a una nuova nascita. In Cina e in Giappone infatti il computo del tempo è basato su cicli sessagesimali (cinque cicli di 12 anni) e ciò significa che il sessantesimo anno di un ciclo segna il suo compimento, dando così inizio a un nuovo ciclo.

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