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150 Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia   Nel 2016 saranno trascorsi centocinquanta anni da quando, nel 1866 (secondo anno dell'era Keiō), Giappone e Italia hanno dato avvio alle relazioni diplomatiche con la conclusione del Trattato di Amicizia e di Commercio. Da allora un costante flusso di persone tra i due Paesi ha permesso di costruire ottime relazioni...                  [continua]

In occasione della Festa della Donna 2016 vogliamo dedicare a tutti questo articolo che parla di una figura femminile giapponese molto famosa: OKUNI. Buona lettura!


Okuni, meglio nota come Izumo no Okuni (‪出雲の阿国‬), ovvero Okuni di Izumo (1572?-1613?), è stata un’ attrice e ballerina giapponese, ed è considerata la fondatrice del teatro Kabuki.

Biografia

La gioventù

Secondo la leggenda era figlia di Nakamura Sanemon (‪中村三右衛門‬), fabbro di Matsue. Numerosi membri della sua famiglia avevano servito nel santuario di Izumo ove anch'ella fu fatta "miko" (Il termine "巫女" indica le giovani donne che lavorano presso i templi shintoisti) prima di partire in tournée, durante l'era Bunroku (1592-1596), al fine di raccogliere fondi per il santuario, secondo i costumi dell'epoca. Richiamata a servire nel tempio, ella rifiutò di tornare pur continuando a inviare denari ad Izumo. Della vita di Okuni in quel periodo si hanno poche informazioni, reperibili solo negli appunti e diari tenuti da nobili che assistevano ai suoi spettacoli a Kyoto.

La fondazione del teatro Kabuki

Dopo il classico debutto di giovane danzatrice, ella si distinse per uno stile innovatore, allusivo o chiaramente erotico, come la sua interpretazione del Nembutsu Odori, una danza originariamente religiosa in onore del Buddha Amida, ch'ella eseguì in maniera sensuale, nel ruolo di un giovane che prega il Buddha dopo la fine di una relazione amorosa, evocata coreograficamente. Queste sue interpretazioni la portarono al successo e ad avere numerose imitatrici.
Nell'anno 1603, presso il Tenman-gu di Kitano ella fece la sua prima apparizione in costume maschile nel proprio teatro sulle rive del fiume Shijo a Kyoto. Questo era un luogo di ritrovo a lungo conosciuto dai Kabuki-mono (vedi nota a fine pagina), giovani e meno giovani, che si sentivano alienati e sfollati, i senza tetto, e quelli che potrebbero qualificarsi come "hippies" del giorno.
Le prime rappresentazioni raccontavano di storie d’amore con delle servitrici di una casa del tè, un genere di scena chiamato “cha ya asobi”, «giochi della casa del tè». Questo spettacolo è considerato l'inizio del teatro Kabuki.
Le performance erano sgargianti, con musiche rumorose, e si discostavano molto dal più antico e tradizionale stile del teatro NŌ, nel quale i movimenti erano (e sono) molto lenti e molto studiati.
Okuni chiamò i suoi spettacoli di danza: Kabuki. Inizialmente, Kabuki era una sorta di ballo e canto senza una trama significativa. In seguito si evolse verso il dramma con l'ausilio di Sanzaburo Ujisato, amante di Okuni che, oltre a sostenerla sia finanziariamente che emotivamente, le scrisse le sceneggiature.
Con la morte prematura di Sanzaburo, Okuni continuò senza di lui, assunse scrittori e integrò il dramma con musica e danza. Formò la sua compagnia anche raccogliendo ragazze emarginate, addestrandole a recitare e danzare.
A lei è attribuita l'idea del Hanamici, una passerella che partendo dal fondo del teatro attraversa i posti riservati al pubblico e permette agli attori di interagire con esso. Questo sistema venne adottato da varie forme teatrali giapponesi.
Questo nuovo stile diventò subito molto popolare. Secondo alcuni resoconti, Okuni si vestiva come un giovane guerriero mentre si esibiva in certe danze.
Si formarono così drammi danzati molto lussuriosi e sfrenati che, divenendo famosi in tutto il Giappone, presero il nome di Okuni-Kabuki, e altre compagnie di ballerine iniziarono a imitarle.
La compagnia di Okuni aveva normalmente il patrocinio di alcuni nobili, ma era indirizzato ai cittadini ordinari, infatti i temi dei drammi e le danze sono prese dalla vita quotidiana.
La popolarità di Onna (donne) Kabuki è rimasta alta fino a quando la partecipazione delle donne è stato ufficialmente bandito nel 1629 dallo shogun Tokugawa Iemitsu, che ha pensato che la sensualità delle danze aveva un effetto deleterio sulla moralità pubblica.
Il divieto di esecuzione di Kabuki femminile durò fino alla Restaurazione Meiji nel 1868.
Per un certo tempo, come nel teatro elisabettiano, ragazzi e giovani eseguirono  i ruoli femminili, vestiti come le donne. Nel 1652 anche il coinvolgimento di giovani fu vietato dallo Shogun per ragioni morali, così solamente i ballerini più vecchi assunsero i ruoli femminili.

La scomparsa

L'ultimo spettacolo di Okuni ebbe luogo nel 1607 o nel 1612. Una fonte pone la sua data di morte nel 1613, mentre un'altra propone, abbastanza improbabilmente, il 1658, che forse era quella di un'altra Okuni che aveva rimpiazzato l'originale. Si ignora ove venne seppellita ma esistono due tradizioni che indicano il destino di Okuni: la prima afferma che ella si ritirò presso il santuario di Izumo e che venne, alla sua morte, seppellita nei suoi pressi. L'altra tradizione afferma che venne inumata nel piccolo tempio di Koto-in, presso quello più vasto Daitoku-ji.

Nel 2003 (400° anniversario della nascita del Kabuki) una statua è stata eretta in suo onore nei pressi del quartiere Pontocho di Kyoto.

Ariyoshi Sawako, scrisse una biografia romanzata di Okuni (1969 - Kabuki Dancer) che fornisce uno sguardo illuminato alla cultura giapponese del XVII secolo.

Nota

I kabukimono (‪カブキ者‬‬) o hatamoto yakko (‪旗本奴‬) erano in Giappone, tra la fine del periodo Muromachi e la prima parte del periodo Edo, dei samurai senza padrone (ronin) che si dichiaravano servitori dello Shogun, sebbene agissero di fatto da fuorilegge. Erano soliti frequentare il "quartiere del piacere" (la zona della città in cui si trovavano le dimore delle geishe) di Edo, ed erano soliti vestire in maniera appariscente ed eccentrica, parlare in maniera volgare e agire in modo provocatorio e arrogante, soprattutto nei confronti della gente comune; la legge permetteva infatti ai samurai di uccidere chiunque offendesse il proprio onore.
Si pensa che la yakuza moderna abbia avuto origine da gruppi di Kabuki-mono, sebbene alcuni fanno risalire la stessa ai Machi-yakko (‪町奴‬‬), una sorta di polizia privata.

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