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150 Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia   Nel 2016 saranno trascorsi centocinquanta anni da quando, nel 1866 (secondo anno dell'era Keiō), Giappone e Italia hanno dato avvio alle relazioni diplomatiche con la conclusione del Trattato di Amicizia e di Commercio. Da allora un costante flusso di persone tra i due Paesi ha permesso di costruire ottime relazioni...                  [continua]

Estate significa vacanza, relax, sole, aria buona e amenità simili…
Approfittando della scarsa attività nel campo delle arti marziali apriamo oggi una serie di reportage sul Giappone tratti dal nostro recente viaggio nella terra del Sol Levante.
Pubblicheremo quindi alcuni articoli con cadenza più o meno settimanale per stimolare l'interesse a questo sito anche nel periodo estivo.
Buona lettura e... se avete commenti o domande non esitate a contattarci. Risponderemo a tutti, e le cose più interessanti verranno anche pubblicate per condividerle con gli altri visitatori.
Takamori e Tomoe

IL KUMANO KODO

Tra le molte foreste del Giappone, nessuna è probabilmente intrisa di mistero e spiritualità come la foresta di Kumano, attraversata dalle antiche vie di pellegrinaggio. L’esistenza di questi percorsi attraverso la penisola di Kii nella regione del Kansai è attestata fin dal periodo Heian (794 – 1192).
La regione giapponese di Kansai (giapp. 関西), anche conosciuta come Kinki (近畿地方, Kinki-chihō) o Kinai, si trova nella zona centrale dell'isola principale del Giappone, Honshu. Il kanji Ki, (畿) in Kinki, può anche esser letto miyako, che significa città o capitale. Questo deriva dal fatto che nel periodo Nara e nel periodo Heian la capitale del Giappone era situata in questa regione. Il Kansai include le prefetture di Nara, Wakayama, Mie, Kyōto, Ōsaka, Hyōgo, e Shiga. La zona è servita dall'omonimo aeroporto intercontinentale.

I percorsi sono oggi classificati come appartenenti al patrimonio Mondiale dell’Umanità da parte dell’UNESCO; delimitati ai bordi con pietre di muschio e statuine del dio Jizo, portano ai grandi templi shintoisti, conosciuti come i tre santuari del Kumano o Kumano Sanzan (il tempio di Nachi, il tempio di Hayatama ed il tempio di Hongu). Bellezza e mistero, che sono la quintessenza della natura in Giappone, qui sono concretamente percepibili. Ci sono molte strade che portano al Kumano Sanzan, le principali sono 4, ma ce ne sono anche altre, come la Kiiji, sviluppata in epoca recente, che corre lungo la costa ovest della penisola o la Omine Okugakemichi, che attraversa l’interno, dalla provincia di Nara fino a Hongu, meno frequentata date le difficoltà di dislivelli e l’assenza di strade.

Le più famose quindi sono:

Iseji: parte da Ise e segue la costa orientale. Questa via corre lungo la costa orientale della Kii Penisola tra il Tempio di Ise ed il Kumano Sanzan, Questo percorso fu molto famoso durante il periodo Edo (1603-1868), con l’aumento dei pellegrini al complesso dei templi di Ise. Dopo aver pregato presso questi templi i pellegrini continuavano il loro pellegrinaggio verso i templi del Kumano Sanzan, per prevenire l’erosione dei sentieri dovuta alle frequenti e forti piogge, molte parti furono pavimentate con pittoreschi pavè. Questa via è molto pittoresca in quanto corre tra passi di montagna, foreste di bambù, campi di riso a terrazza e spiagge.

Ohechi: questa via parte da Tanabe e segue la costa sud. Durante il periodo Edo fu molto usata sia dai pellegrini, che da molti scrittori ed artisti, attirati dalle splendide vedute del Pacifico.

Kochechi: taglia al centro la penisola di Kii e lega il complesso dei templi buddisti di Koyasan al Kumano Sanzan. E’ caratterizzata da un percorso molto ripido ed isolato che attraversa tre passi di oltre 1000 metri lungo un percorso di 70 km.

Nakahechi: parte da Tanabe sulla costa ovest della penisole e raggiunge la costa est passando attraverso i templi di Hongu, per giungere a quelli di Hayatama e Nachi . Questo cammino fu quello usato dalla famiglia imperiale in pellegrinaggio da Kyoto, ed oggi è quello più popolare, pur mantenendo il fascino di piccoli villaggi lungo la via.

Il nostro viaggio, a causa di problemi di tempo ha percorso il cammino Nakahechi, ma in senso inverso. Dall’aeroporto di Narita abbiamo raggiunto Nagoya e da qui preso un trenino locale che ripercorre lunghi tratti della Iseji route, fino a giungere a Kii Katsura. Da qui, abbiamo percorso la Nakahechi route, fino a Tanabe.

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