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150 Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia   Nel 2016 saranno trascorsi centocinquanta anni da quando, nel 1866 (secondo anno dell'era Keiō), Giappone e Italia hanno dato avvio alle relazioni diplomatiche con la conclusione del Trattato di Amicizia e di Commercio. Da allora un costante flusso di persone tra i due Paesi ha permesso di costruire ottime relazioni...                  [continua]


Storia

Kobodaishi (Kukai) si fece monaco all’età di vent’anni e si trasferì in Cina nell’804, quando aveva 31 anni. Durante circa 2 anni di vita ascetica a Chau (allora capitale della Cina), acquisì così bene gli insegnamenti del Buddismo Esoterico che fu insignito del titolo di Ajari Henjo Kongo (Illuminato). Rientrato in Giappone lavorò alla diffusione del Buddhismo Shingon in tutto il paese e nell’816, sul territorio ricevuto in dono dall’Imperatore di quel tempo, fondò il complesso monastico di Koya-san. Il centro prosperò come luogo di studio e di pratica del Buddhismo.

Attorno all’area sacra (Garan) e al cimitero (Okunion) sorsero poi il tempio Principale Kongobuji e altri 117 templi da esso dipendenti. Fra le figure religiose più importanti del Giappone, Kukai viene venerato come bodhisattva (il termine bodhisattva indica, nel Buddismo, un "Essere Illuminato"), oltre che come studioso, calligrafo, e inventore del sillabario giapponese "kata-kana". Secondo i suoi fedeli, Kobo Daishi riposa ancora, in meditazione, in attesa di Miroku (Maitreya, il Buddha futuro).

Tutto il complesso costituisce un luogo sacro, dove si respira un’atmosfera mistica. Oggi Koya-san è un importante centro del buddismo giapponese, con oltre 110 templi e una popolazione di 7000 monaci. E’ la sede della scuola Shingon, che conta 10 milioni di seguaci e presiede quasi 4000 templi in tutto il Giappone. Il 7 luglio 2004 il Koya-san è stato riconosciuto "Patrimonio dell’Umanità", insieme ai templi e ai percorsi montani di pellegrinaggio del Kumano Kodo.

Brevi cenni sui luoghi di particolare interesse nell’area di Koya-san


DAIMON

Il Daimon (Grande Portone) è la porta d’accesso all’intera area del Koya-san. Ricostruito nel 1705, la sua struttura in legno a due piani si eleva per 25.1 metri. Ai lati del portone sono poste le statue dei “guardiani”, i Kongorikishi.

DANJO GARAN

L’area sacra Danjo Garan fu fondata da Kobodaishi come luogo per l’iniziazione al Buddismo Shingon. Al centro di quest’area si erge il tempio chiamato Kondo che fu, in ordine di tempo, la prima costruzione.
Il Kondo fu edificato nell’819 come “Sala delle lezioni”, e fu il primo degli edifici costruiti da Kobodaishi . L’edificio attuale risale al 1932. In esso si tengono le principali cerimonie.

Il Miedo è un edificio adibito alla custodia delle immagini del Buddha e luogo per la recita dei Sutra. L’edificio attuale è stato ricostruito nel 1848. Per la raffinata architettura del tetto, caratterizzato da elegantissime grondaie, è considerato una delle costruzioni più maestose del monte Koya.

Konpon Daito è la Pagoda Principale, costruita da Kobodaishi come centro d’iniziazione alle pratiche del Buddhismo Shingon. Al centro della pagoda è collocata la grande statua del Buddha Cosmico (Dainichi Nyorai). Le 16 colonne ed i muri tutt’intorno sono istoriati con vivaci immagini del Buddha. Il tutto costituisce un imponente mandala tridimensionale. L’attuale edificio, considerato il simbolo del Buddhismo Shingon, è una ricostruzione del 1937 e si innalza per 48.5 metri.

Sul retro del Kondo si può trovare il Sanko no matsu: si dice che Kobodaishi, durante il viaggio di ritorno dalla Cina, lanciò in aria un Sankosho (scettro rituale utilizzato dai monaci buddisti durante il culto, che ha due tridenti alle estremità, uniti al centro) per decidere il luogo su cui erigere il suo Centro di Iniziazione al Buddhismo. Il sankosho si sarebbe impigliato fra i rami di questo pino (matsu) che perciò venne chiamato “Sanko no matsu” (il pino del Sanko). Che sia stato proprio quel Sankosho a forma di tridente a far sì che gli aghi di questo pino, crescano non a gruppi di due, ma a gruppi di tre?

TEMPIO KONGOBUJI

L’edificio originale, con il nome di Seiganji, risale al 1593 e fu costruito da Toyotomi Hideyoshi per ricordare e venerare sua madre. Nel 1869 il nome di questo tempio fu cambiato in Kongobuji e diventò il tempio principale dello Shingon. Ad esso fanno capo circa 3600 templi disseminati in tutto il territorio giapponese. E’ la residenza dell’abate di Koya-san e può vantare splendidi paraventi decorati a suddivisione delle varie sale, una delle quali fu il luogo ove Toyotomi Hideyoshi fece seppuku (suicidio rituale tramite taglio dell'addome). All’interno si può anche ammirare un giardino roccioso che vuole simboleggiare un’assemblea di fedeli intenti ad ascoltare un sermone di un monaco. Durante la visita, nel salone principale, a fianco del giardino roccioso, viene offerto il tè e dolcetti di riso.

NYONINDO

Poiché il Koya-san era un luogo di iniziazione alla vita religiosa maschile, fino al 1872, le donne non potevano accedervi. Si dice che per questa ragione, prima di ciascuna delle 7 porte di accesso alla montagna sacra, vi fosse un Nyonindo (edificio ad uso delle donne), dal quale esse potevano eseguire le loro pratiche religiose volgendosi verso la montagna sacra. Dei 7 edifici originari, l’attuale Nyonindo è l’unico esemplare rimasto a ricordare quel passato.

MAUSOLEO DEI TOKUGAWA

La costruzione del mausoleo fu iniziata nel 1643 dallo shogun Tokugawa Iemitsu per venerare i suoi antenati, Ieyasu e Hidetada; per completarlo furono necessari 20 anni. Gli interni sono ovunque finemente decorati e resi brillanti dal luccichio dell’oro utilizzato per la loro realizzazione.

KARUKAYADO

Questo è il leggendario edificio dove Karukaya Doshin e Ishidomaru praticarono la vita ascetica senza che nessuno si accorgesse che i due erano padre e figlio. All’interno dell’edificio vi sono numerose illustrazioni che riproducono scene tratte da questa storia.

OKUNOIN

Forse il luogo più importante e con più contenuto mistico di tutto Koya-san, l’Okunoin è il cimitero che, partendo dal ponte Ichinobashi, si sviluppa per 1,9 km, tra cedri secolari di imponenti dimensioni. In questo cimitero si trovano oltre 200.000 tombe e memoriali buddisti, molte di personaggi famosi nella storia del Giappone. In Giappone le spoglie o anche solo una ciocca di capelli di ogni fedele buddista sono inumate presso questo “tempio-cimitero”, per garantire al defunto una posizione privilegiata in attesa del risveglio di Kukai e dell’avvento del Buddha futuro.
La quasi totalità delle tombe assume la forma chiamata “Gorinto” , come rappresentazione dei 5 elementi: terra, acqua, fuoco, aria, e vuoto o energia (cfr. nota a fine capitolo).

Al termine del lungo viale e subito prima di accedere all'area sacra si giunge alla zona chiamata Mizumuke Jizo, ove sono disposti una serie di Jizo (statue dei numi tutelari) di grandi dimensioni. I pellegrini, prima di accedere all’area sacra, dovrebbero immergersi nel vicino fiume, si ritiene però equivalente, versare l’acqua del fiume sulle statue, recitando preghiere in onore degli antenati.

Una volta purificati si accede al ponte Gobyobashi che introduce alla parte più sacra del tempio-cimitero, dedicata a Kobudaishi. Sul retro delle assi che formano il ponte sono scritti i 37 nomi del Buddha Kongokai. In quest’area si trova sia il Mausoleo di Kobodaishi (ove si ritiene che Kukai sia ancora in meditazione) sia, davanti a questo, il Torodo (sala delle lanterne), luogo di culto che ospita le lanterne lasciate dai pellegrini. Oggi si contano più di 10.000 unità che continuano a bruciare senza sosta e che, a rotazione, vengono sostituite con altre che sono stivate sia nei sotterranei che in un magazzino vicino.

Alloggio in un tempio buddista e la cucina Shojin

Nel Koya-san vi sono 52 templi in grado di accogliere i visitatori nei loro alloggi (shukubo). In ciascuno di essi si possono ammirare il ricco patrimonio culturale e gli splendidi giardini. Al mattino presto è possibile associarsi ai pellegrini che partecipano al servizio religioso nel tempio principale (meditazione), così come alla “cerimonia del fuoco”.

Nei templi è possibile gustare la tipica cucina vegetariana, la cui tradizione si è sviluppata gradualmente durante un lungo periodo di tempo, in seguito alla proibizione di mangiare carne. Lo Shojin, oggi tradizione culinaria del Koya-san, è una cucina dai sapori delicati che valorizza il gusto naturale degli ingredienti. Particolarmente buono è il tofu.

GORINTO

Gorintō (五轮塔) ("torre di cinque anelli") è il nome di un tipo giapponese di pagoda buddista, probabilmente originariamente adottato dalle sette Shingon durante la metà del periodo heina. E' utilizzato solitamente come memoriale o per scopi funerari ed è quindi comune nei templi buddisti e nei cimiteri. E' chiamato anche gorinsotoba (stupa cinque anelli), dove il termine sotoba è una traslitterazione della parola sanscrita stupa.

Lo stupa era in origine una struttura o un edificio sacro che conteneva una reliquia del Buddha o di un santo. In seguito è stato gradualmente stilizzato in vari modi e la sua forma può cambiare in base al periodo e al paese in cui si trova. Simile al Gorinto e certamente con la stessa origine è il sotoba: strisce di legno o pietra con cinque suddivisioni, coperti da scritte elaborate. Si trovano solitamente, come i Gorinto presso le tombe nei cimiteri giapponesi. Le iscrizioni contengono sutra e il nome postumo del defunto. Esse possono essere considerate varianti dello stupa.

Parti di un Gorintō

In tutte le sue varianti il gorintō comprende cinque anelli, anche se questo numero può essere spesso difficile da rilevare dalla decorazione.
Ogni anello è una forma simbolica di uno dei cinque dei elementi:
l’anello della terra (cubo), l'anello dell’acqua (sfera), l'anello del fuoco (piramide), l'anello dell’aria (mezzaluna), e l'anello dell’etere -o dell’energia, o del vuoto- (gioiello o loto).
Gli ultimi due anelli (aria ed etere ) sono visivamente e concettualmente uniti in un unico sottogruppo.
L'ultima forma, l'etere, è quella che cambia di piada paese a paese. in Giappone la forma è simile a quella di un fiore di loto.

Gli anelli esprimono l'idea che dopo la morte il corpo fisico tornerà a scomporsi nei Cinque Elementi, forme elementari originali.

I Gorintō solitamente sono fatti di pietra, ma alcuni sono costruiti in legno, in metallo o anche in cristallo. Su ogni sezione sono spesso scolpite, dall’alto verso il basso, le lettere in sanscrito:

  • kha - vuoto, o Ku (in giapponese)
  • ha - aria, o Fu
  • ra - fuoco/incendio, o Ka
  • va - acqua, o Sui
  • una - terra, o Chi

A volte si può trovare inciso su un Gorinto il stura del Loto (uno dei più importanti testi buddisti).

Il Gorintō come simbolo appartiene agli "insegnamenti segreti" del "Buddismo esoterico”.

Secondo questa disciplina, le prime due forme (il cubo e la sfera) rappresentano la dottrina più perfetta, e si suppone che contenga in sé gli altri tre. Insieme rappresentano la Jutsuzaikai (letteralmente "mondo reale"), che è il regno della perfetta comprensione, mentre gli altri costituiscono il Henkai (letteralmente "mondo di mutazione"), o il mondo dell'impermanenza, che comprende il Genshōkai, il mondo in cui viviamo.

Su un secondo livello di simbologia, ciascuna parte del Gorintō rappresenta anche un elemento di cambiamento sia Jutsuzaikai e Henkai:

  • il simbolo in alto fonde la forma di una mezzaluna, che rappresenta la saggezza, e un triangolo, che rappresenta il principio. La fusione di queste qualità nel Genshōkai e Henkai rappresenta la perfezione, o Buddha
  • la mezzaluna di acqua rappresenta ricettività, ed è simile a una tazza pronta a ricevere dal cielo
  • il triangolo è un punto di passaggio tra due mondi e come tale rappresenta sia l'unificazione che il movimento. Indica l'attività necessaria per raggiungere l'illuminazione
  • il cerchio rappresenta il completamento, o saggezza, o raggiungimento
  • il cubo è un simbolo dei quattro elementi

Anche per quanto riguarda i Sotoba si può notare la divisione in cinque sezioni.

L’ultimo livello di simbolismo, rappresenta le forme dell’ordine in cui lo studente progredisce nei suoi studi spirituali:

  • il cubo è la base, la volontà di raggiungere la perfezione
  • il cerchio è il raggiungimento di equanimità
  • il triangolo rappresenta l'energia creata in ricerca della verità
  • la mezzaluna rappresenta lo sviluppo dell'intuizione e della coscienza
  • il loto o il gioiello rappresenta la perfezione

Infine i 5 livelli rappresentano i punti cardinali:

  • il cubo, il Nord
  • la sfera, l’Ovest
  • la piramide, il Sud
  • la mezzaluna, l’Est
  • il loto/gioiello , il Centro

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