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150 Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia   Nel 2016 saranno trascorsi centocinquanta anni da quando, nel 1866 (secondo anno dell'era Keiō), Giappone e Italia hanno dato avvio alle relazioni diplomatiche con la conclusione del Trattato di Amicizia e di Commercio. Da allora un costante flusso di persone tra i due Paesi ha permesso di costruire ottime relazioni...                  [continua]

Buone notizie

Finalmente il 26 luglio arrivarono notizie dal Go-rogiu.

Arrivò a bordo della Magenta Kikutci Hio-no-kami, un Governatore degli Affari Esteri, accompagnato da un interprete, un metsuki e da due ufficiali, che consegnò al Comandante Arminjon  la lettera da parte del Ministero dello Shogun, scritta in due lingue, giapponese e olandese.

Ecco la traduzione tratta dai documenti del Comandante Arminjon.

Al Plenipotenziario Italiano

Abbiamo ricevuto la vostra lettera del 12 luglio, relativa ad un trattato col vostro Paese. In risposta abbiamo l'onore di farvi sapere che il Taikun è adesso al suo accampamento. Manderemo senza indugio la vostra proposizione al Taikun e appena avrà un riscontro ve ne daremo comunicazione. Fa d'uopo intanto che aspettiate la risposta di Sua Maestà.

14° giorno del 6° mese del 2° anno di Ke-o (25 luglio 1866)

MIDZUNO IDZUMI-NO-KAMI
INUYE KAWACI-NO-KAMI
MATSUDAIRA IWO-NO-KAMI

Il delegato del Go-rogiu invitava pertanto ad aspettare la risposta e, nel contempo, chiedeva copia della lettera che dava al comandante Arminjon i pieni poteri.

Ecco copia della lettera, scritta in italiano (lingua ancora non nota in Giappone) con traduzione francese.

Vittorio Emanuele II
per grazia di Dio e per volontà della Nazione Re d'Italia

a Sua Maestà l'altissimo e potentissimo Taikun del Giappone

Altissimo e potentissimo Sovrano, Nostro carissimo e perfetto Amico.
La sapienza, la giustizia, la munificenza e la virtù che eminentemente rifulgono in Vostra Maestà, mentre ricolmano di gloria e di splendore l'Impero del Giappone, destarono in  Noi vivissimo desiderio di stabilire e stringere con Sua Maestà Vostra vincoli sinceri di costante amicizia e di aprire relazioni di vicendevole utilità fra il Regno d'Italia ed il grande Impero di Lei.

A questo effetto Noi abbiamo incaricato il cavaliere Vittorio Arminjon, Capitano di Fregata di prima classe dello Stato Maggiore della regia Marina Italiana, Ufficiale del Nostro Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro e della Legione d'Onore di Francia, decorato della medaglia Inglese ed Ottomana per la guerra di Crimea di recarsi presso l'Imperial corte del Giappone, coll'onorevole missione di far conoscere a Vostra Maestà i Nostri sentimenti di altissima stima e di verace amicizia. E come ad esempio della Maestà Vostra siamo noi pure animati dal vivo desiderio di promuovere il maggior bene dei Nostri popoli, così abbiamo munito dei Nostri pieni poteri il sullodato cav. Arminjon accordandogli piena autorità ed ogni qualunque sìasi facoltà necessaria per conchiudere e sottoscrivere un solenne trattato di amicizia, di commercio e di navigazione tra l'Italia ed il Giappone, riservandoci di dare sul medesimo le Nostre ratificazioni.

Nella speranza che Vostra Maestà Imperiale vorrà accogliere le idee dirette al bene di entrambi gli Stati, Noi la preghiamo di benevolmente udire le proposte che il cav. Arminjon avrà l'onore di fare nel Nostro Reale Nome al Governo di Vostra Maestà, ond'egli possa stipulare le condizioni di mutuo interesse.

In fede di che Noi abbiamo firmato le presenti e vi abbiamo fatto apporre il Nostro Reale Sigillo.

Date dal Reale Palazzo di Firenze addì ventidue del mese di marzo l'anno del Signore mille ottocento sessantasei e del Regno Nostro il decimosettimo.

(Firmato) VITTORIO EMANUELE

Per parte di Sua Maestà il Re
Il Presidente del Consiglio, Ministro segretario di Stato per gli Affari Esteri
(Firmato) ALFONSO LAMARMORA

Vittorio Emanuele II                                     Alfonso Lamarmora

Il giorno dopo fu recapitata al Plenipotenziario italiano la ricevuta della summenzionata lettera, redatta in giapponese e in inglese. "...Era chiusa in un elegante cofanetto laccato, legato con seta..."

Il 6 agosto arriva finalmente la notizia che lo Shogun aveva autorizzato il suo Governo a trattare con il Plenipotenziario italiano.

Questa la lettera che fu recapitata a bordo della Magenta.

Al Plenipotenziario Italiano,

colla presente vi facciamo sapere che relativamente al desiderio di vedere il vostro nobile paese unito col Giappone mediante un contratto, il Taikun s'è degnato darvi il suo consenso. Per conferire con voi abbiamo rimesso pieni poteri a Scibata Hiuga-no-kami ed a Asaina Kaino-no-kami, Governatori degli Affari Esteri, e abbiamo nominato metsuki Ciuzayemon.

Quando vorrete recarvi alla capitale per i negoziati, avrete per vostra residenza Mitako-yama Daiciugi.

Ecco quanto abbiamo determinato e lo diciamo con ossequio.

25° giorno del 6° mese del 2° anno di Ke-o (5 agosto 1866)

INUYE KAWACI-NO-KAMI
MATSUDAIRA IWO-NO-KAMI

 

Il Taiko Tokugawa Iemochi                                        Lo Shogun Tokugawa Yoshinobu

Il 10 agosto la Magenta tornava quindi nella baia di Yedo e l'11 agosto iniziò la conferenza per la discussione degli articoli.

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