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150 Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia   Nel 2016 saranno trascorsi centocinquanta anni da quando, nel 1866 (secondo anno dell'era Keiō), Giappone e Italia hanno dato avvio alle relazioni diplomatiche con la conclusione del Trattato di Amicizia e di Commercio. Da allora un costante flusso di persone tra i due Paesi ha permesso di costruire ottime relazioni...                  [continua]

Periodo paleolitico del Giappone
Il periodo paleolitico del Giappone occupa un periodo che inizia circa nel 100.000 a.C., età a cui risalgono i primi manufatti in pietra ritrovati, fino a circa il 12.000 a.C. alla fine dell'Era glaciale che corrisponde all'inizio del Periodo Mesolitico (Periodo Jomon).

Ambiente paleolitico
Le isole giapponesi sono state probabilmente connesse al continente asiatico in diverse occasioni nel passato, specialmente durante i periodi più freddi dell'era glaciale, quando il livello del mare recedeva considerevolmente di 100-120 metri. Questo punto non è comunque scevro da controversie poiché gli Stretti di Tsushima tra il Giappone e la Corea così come lo stretto di Tsugaru tra le isole di Honshu e Hokkaidō sono profondi circa 140 metri. Pare che alle volte gli stretti siano emersi ed alle volte no, durante i vari picchi dell'era glaciale.

Primi manufatti giapponesi
La maggior parte dei ritrovamenti del primo periodo Giapponese Paleolitico risalgono a circa il 100.000 a.C., rendendo questa data la più generalmente accettata per la prima colonizzazione del Giappone. I ritrovamenti della prefettura di Miyagi, fatti inizialmente risalire al 500.000 a.C. vennero successivamente rivelati come dei falsi.

Manufatti ground stone e manufatti levigati
Il Giapponese Paleolitico è molto originale dato che incorpora i primi ritrovamenti conosciuti di manufatti ground stone e di pietra levigata nel mondo, datati a circa il 30.000 a.C., una tecnologia tipicamente associata, nel resto del mondo, con l'inizio del Neolitico intorno al 10.000 a.C. Non si sa perché questi manufatti siano stati creati così presto in Giappone, sebbene il periodo sia associato con un clima mondiale più caldo (30.000-20.000 anni dal presente) e le isole potrebbero averne beneficiato particolarmente.
A causa di questa originalità il periodo paleolitico giapponese in Giappone non corrisponde esattamente alla definizione tradizionale di Paleolitico associato con la tecnologia (manufatti in pietra scheggiata). Gli strumenti del paleolitico giapponese dimostrano perciò tratti Mesolitici e Neolitici già nel 30.000 a.C.

Paleo-antropologia
Le popolazioni paleolitiche del Giappone così come le successive popolazioni del periodo Jomon appaiono essere correlate ad un antico gruppo Paleo-Asiatico che ha occupato gran parte dell'Asia prima dell'espansione delle popolazioni Mongoliche caratteristiche delle popolazioni odierne di Cina, Corea, Giappone e Vietnam.
Le caratteristiche degli scheletri indicano molte similarità con gli altri popoli aborigeni del continente asiatico. La struttura ossea appartiente al gruppo sinico, distribuito principalmente nelle antiche popolazioni del sud-est asiatico (mentre i popoli mongoli appartengono al gruppo sudmongolico). I lineamenti dei teschi tendono ad essere più forti con occhi comparativamente recessi, carattere essenzialmente paleoeuropoide, ma anche presente negli australiani aborigeni.
La popolazione aborigena Ainu oggi circoscritta principalmente alla zona settentrionale dell'isola di Hokkaidō pare essere la discendente di questi popoli Paleolitici e mostra caratteristiche che sono state nel passato interpretate come caucasoidi, ma al giorno d'oggi tendono ad essere considerate più generalmente come parte del primo gruppo umano Paleolitico (Uomo di Combe-Capelle).
In definitiva il primo uomo in Giappone dalle caratteristiche essenzialmente mongoloidi è considerato l'uomo di Minatogawa (Okinawa), datato al 20.000 a.C. Sembra quindi che, mentre le isole meridionali erano abitate da una popolazione proto-mongoloide, la maggior parte del Giappone fosse abitata dalle popolazioni Jomon, riferibili al tipo europoide di Combe-Capelle.
L'analisi genetica sulla popolazione odierna non è così chiara e tende ad indicare un discreto ammontare di interscambi genetici tra l'originale popolazione aborigena del Giappone ed i successivi arrivi mongolici (Cavalli-Sforza). È stato stimato che dal 10% al 20% del materiale genetico della popolazione giapponese odierna deriva dagli antenati del periodo Paleolitico-Jomon, mentre il resto discende dai contributi delle popolazioni mongoliche del continente, specialmente durante il periodo Yayoi, in particolare uno studio genetico del 1988 indica nelle popolazioni mongoliche settentrionali gli antenati del popolo giapponese.

Archeologia giapponese del periodo paleolitico
Lo studio del periodo Paleolitico in Giappone è piuttosto recente: il primo sito Paleolitico è stato scoperto appena dopo la fine della seconda guerra mondiale. Dato che si assumeva che gli esseri umani non erano vissuti in giappone prima del periodo Jomon, gli scavi si fermavano al livello del periodo Jomon (12.000 a.C.) e non venivano proseguiti. Da allora circa 5.000 siti paleolitici sono stati scoperti, alcuni di essi in corrispondenza di siti archeologici Jomon. Lo studio del periodo paleolitico giapponese è caratterizzato da un alto livello di informazioni stratigrafiche a causa della natura vulcanica dell'arcipelago: le grandi eruzioni tendono a coprire le isole con strati di cenere facilmente databili e rintracciabili ovunque come riferimento. Uno strato molto importante è la pomice AT (Aira-Tanzawa) che ha coperto tutto il Giappone circa 21.000-22.000 anni fa.

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