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150 Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia   Nel 2016 saranno trascorsi centocinquanta anni da quando, nel 1866 (secondo anno dell'era Keiō), Giappone e Italia hanno dato avvio alle relazioni diplomatiche con la conclusione del Trattato di Amicizia e di Commercio. Da allora un costante flusso di persone tra i due Paesi ha permesso di costruire ottime relazioni...                  [continua]

23 novembre: Kinro Kansha no Hi - Giorno del Ringraziamento per il Lavoro

Il Kinro Kansha no Hi, ossia la giornata del ringraziamento per il lavoro, è una festa nazionale giapponese che ha luogo il 23 novembre di ogni anno.

Il Kinro Kansha no Hi però non è solo un modo per ringraziare, apprezzare e commemorare il proprio lavoro promettendo di dare sempre il meglio in ciò che si fa, ma vuole essere anche una giornata dedicata a particolari eventi dedicati all’ambiente e alla natura, alla pace e ai diritti umani.

La moderna festa nazionale è stata istituita nel 1948, dopo la Seconda Guerra Mondiale, come giornata in cui celebrare anche alcuni cambiamenti apportati alla costituzione in favore del rispetto dei diritti umani e in particolare in favore dell'estensione dei diritti dei lavoratori.

Durante il Kinro Kansha No Hi è facile vedere bambini delle elementari realizzare disegnini per questo giorno e andare in giro a regalarli, in particolare ai poliziotti di quartiere che risiedono nei “kobans” (posti di polizia di quartiere).

LA STORIA

Il NIINAME SAI o Festa del Raccolto

In origine la Festa di Kinro Kansha no Hi era celebrata come Niiname-sai o Festa del Raccolto.

La festa odierna si è pertanto sovrapposta a quella antica che permane ed è celebrata con grande importanza e solennità, appartenendo ad uno dei grandi riti dello Shintoiismo (Taisai), che si differenziano dai riti intermedi (Chusai).

Grandi riti (Taisai)

Riti annuali del santuario, riti imperiali kinen-sai (cerimonia di preghiera per il raccolto)  e niiname-sai (convito sacro tra Imperatore e Amaterasu, versione annuale del daijosai o rito di intronazione).

Riti intermedi (Chusai)

Risalenti per lo più al periodo Meiji, comprendono:

il Capodanno, il genshi-sai (fondazione della dinastia imperiale), il kigen-sai (fondazione del Giappone ad opera di Jinmu), il kanname-sai (la dea solare a Ise), il Meiji-sai (il genetliaco dell’imperatore Meiji), il tencho-sai (il genetliaco dell’imperatore attuale).

Motoori Norinaga (1730-1801), nel suo Kojiki den (commenti sul Kojiki), sosteneva che si trattasse di un festival durante il quale si era soliti offrire riso ai kami, similarmente all’antica celebrazione cinese “Name no Matsuri”, un festival dedicato al riso e tenutosi in autunno per ringraziare i kami per avere concesso un raccolto abbondante.

Le origini di questo rito sembrano risalire però al periodo Yayoi quando incominciò la coltivazione del riso.

Il primo riferimento lo troviamo nel capitolo “L’era divina” del Nihon Shoki (annuali del Giappone 720), dove si narra che Amaterasu eseguì questo rituale; sempre nel Nihon Shoki, nel capitolo Nintoku, si fa riferimento alla comune usanza di banchettare durante questo rituale, ed in particolare al banchetto che l’Imperatore fa con la dea Amaterasu e tutti i Kami, ricevendone da questi la benedizione in qualità di suoi antenati.

Anticamente questo rito veniva chiamato anche Nihinahe e Niha’nahi. Il Niiname Sai risulta complementare al Kinen sai, festa che che si tiene dal 17 al 23 febbraio, e coinvolge le persone nell’atto di pregare per avere un raccolto abbondante.

Il Niiname Sai oggi si celebra il 23 novembre, ma fino al 1873, anno sino al quale si usava il calendario lunare, è stato celebrato nel “Giorno del coniglio”.

Il Niiname Sai rappresenta quindi la versione annuale del più imponente rito celebrato in occasione dell’intronazione del nuovo imperatore (Sokui), ed in questo caso il rito prenderà il nome di  Daijo Sai.

Come indicato nel nono articolo del 1908 “Prescrizioni dei rituali della famiglia imperiale”, il rituale del Niiname  dura due giorni: uno per i Kami e uno per l’Imperatore.

La Omike Sai, o cerimonia minore, viene svolta prima del Niiname Sai, o cerimonia maggiore.

Durante la Omike Sai le offerte del nuovo raccolto vengono offerte agli dei. Durante il Niiname Sai, l’Imperatore stesso offre il riso del nuovo raccolto alla dea Amaterasu e, contemporaneamente un messaggero viene inviato al Santuario di Ise. Dopo che l’offerta è stata presentata alla dea Amaterasu, a Ise, l’Imperatore mangia il riso del nuovo raccolto.

In passato, fino a questo momento al popolo non era permesso mangiare il riso del nuovo raccolto.

Nel dettaglio ecco i passaggi della cerimonia del Niiname Sai.

L’imperatore fa offerte di cibo ad Amaterasu per ben due volte, una al tramonto del giorno 23 e una all’alba del giorno 24. L’imperatore allestisce un’offerta di sake, cereali (solitamente avena) e di riso cotto al vapore servite su dei kashiwa (speciali imbarcazioni di legno di faggio) e presentate ai Kami sul kegomo, un tappeto rosso.

Dopo lo yumike (il pasto serale), l’imperatore si purifica attraverso un kessai notturno (purificazione attraverso l’astinenza) e dopo il koromogae  (cambio d’abito),  prepara le offerte per il giorno seguente.

Come indicato nel secondo articolo dei Regolamenti per i rituali dei templi  del Jinja honcho kitei (associazione dei templi), il rito del Niiname Sai viene eseguito in tutti i templi del paese per accompagnare il rito svolto al palazzo imperiale.

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