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150 Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia   Nel 2016 saranno trascorsi centocinquanta anni da quando, nel 1866 (secondo anno dell'era Keiō), Giappone e Italia hanno dato avvio alle relazioni diplomatiche con la conclusione del Trattato di Amicizia e di Commercio. Da allora un costante flusso di persone tra i due Paesi ha permesso di costruire ottime relazioni...                  [continua]

La valuta Giapponese in corso

Lo yen (円 en) è la valuta usata in Giappone. In giapponese si pronuncia «en», mentre la pronuncia «yen» è quella comunemente usata in italiano e altre lingue occidentali. Il simbolo latinizzato è ¥, mentre in giapponese si scrive con il kanji 円.

Lo yen fu introdotto dal governo Meiji nel 1872 in un sistema monetario simile a quello europeo e sostituì il sistema monetario eccessivamente complesso del periodo Edo. La nuova legge monetaria del 1871 introdusse un sistema di suddivisione decimale.

Le monete diventano rotonde e di metallo come in occidente.

Quando si indica una grande quantità di yen si usa la cifra man (diecimila) che corrisponde a 10.000 yen (ad esempio 100.000 yen per i giapponesi sono 10 man yen).

In origine lo yen fu scritto nello stesso modo dello yuan cinese. Nel giapponese scritto moderno si usa il carattere (円) che è differente da quello usato nel Cinese semplificato (元). Il simbolo latino dello yen ¥ è tuttavia identico a quello usato dallo yuan, anche se in Cina si tende ad usare una barra trasversale anziché due.

Il vocabolo En (‪円‬) in giapponese significa letteralmente "oggetto rotondo" (lo stesso significato ha la parola yuan in cinese). L'ortografia e la pronuncia con la lettera y sono dovute alla romanizzazione di una forma di scrittura obsoleta. La stessa combinazione si presenta nelle parole Uyeda, Iyeyasu e Inouye. Come è accaduto per l'ortografia dei nomi propri, fuori dalla Cina, la traduzione di yen è divenuta permanente.

Attualmente sono in circolazione i seguenti tagli: le monete da 1, 5, 10, 50, 100, e 500 yen; e le banconote da 1.000, 2.000, 5.000, e 10.000 yen.

In varie occasioni, delle monete speciali sono coniate usando oro e argento e sono prezzate con i vari valori nominali. Anche se possono essere usate, non circolano ma vengono tesaurizzate.

Il 1º novembre 2004, la Banca del Giappone introdusse delle nuove banconote. Quella da 10.000 yen che misura 76 mm × 160 mm nella quale vi è raffigurato Fukuzawa Yukichi. Quella da 5.000 yen che misura 76 mm × 15 mm (1 mm più grande della precedente) con raffigurato Higuchi Ichiyo. Quella da 1.000 yen, con le misure invariate rispetto a quella che uscì dal corso (76 mm × 150 mm), nella quale è impresso Hideyo Noguchi. Questo rinnovamento fu il seguito di quello del 19 luglio 2000 nel quale furono introdotti i nuovi 2.000 yen (76 mm × 154 mm) che sostituirono la vecchia banconota entrata in circolazione il 1º novembre 1984.

Le banconote


10.000 yen

Sul fronte della banconota appare FUKUZAWA YUKICHI (1835-1901).
Sul retro è raffigurata la statua della fenice che si trova nel tempio Byōdō-in, nella città di Uji.

Questa banconota è leggermente più lunga delle altre banconote giapponesi.
Yukichi Fukuzawa (Osaka 10 gennaio 1834 Tokyo 3 febbraio 1901) è stato uno scrittore e saggista giapponese.
Figura tra le più rappresentative del mondo culturale dell'era Meiji, contribuì con la sua attività di educatore e di scrittore a porre le fondamenta del Giappone moderno.
La sua famiglia apparteneva al clan di Nakatsu (prefettura di Oita), e suo padre era un guerriero del clan, allievo della scuola di Confucio.
Dopo la morte del padre divenne un allievo di Tsuneto Shiroishi.
Fukuzawa, intorno al 1854 si trasferì a Nagasaki, dove si iscrisse a un istituto europeo ed ebbe modo di imparare la lingua olandese e la nuova tecnica di rangaku, definizione giapponese per descrivere un metodo di apprendimento scientifico che consentiva di conoscere le discipline e la cultura del mondo Occidentale.
All'età di ventiquattro anni si recò alla periferia di Edo (odierna Tokyo), e fondò una scuola di lingue, gettando le basi per quella che sarebbe diventata successivamente la prestigiosa Università di Keio, che negli anni ha formato tanti intellettuali e uomini d'affari.
In quegli anni si dedicò a studiare la lingua e la cultura inglese e si impegnò nell'insegnamento linguistico e anche della filosofia e della storia dell’Europa.
Tra il 1860 e il 1867 ebbe l'occasione di viaggiare negli Stati Uniti e in Europa, in Francia, Regno Unito, Paesi Bassi e Russia, nel ruolo di interprete assieme a Tomogoro Ono, in una missione ideata dallo Shogun Tokugawa.
Una volta rientrato in Giappone, raccolse tutte le sue esperienze e le sue testimonianze raccolte sull'Occidente in vari libri, nei quali affrontava varie tematiche: dalla storia alla politica, dall'economia alle scienze e alla geografia. Riscossero un grande successo le opere intitolate "Le condizioni dell'Occidente", !L'incoraggiamento del sapere!, nel quale focalizzò l'importanza dell'educazione, dell'individualismo, dell'indipendenza, della competitività e dello scambio delle idee come caposaldi della civiltà moderna e "Tutte le nazioni del mondo". Quest'ultimo libro divenne un best seller e fu utilizzato come testo scolastico. Successivamente scrisse Sekai Kunizukushi in sei volumi, il primo dedicato alle nazioni asiatiche, il secondo a quelle africane, il terzo a quelle europee, il quarto a quelle americane, il quinto all'Australia e il sesto come appendice.
Sempre in quegli anni, Fukuzawa con la sua opera Lineamenti della civiltà, impresse una nuova svolta nell'interpretazione della storia del suo Paese, prodigandosi per difendere le tendenze ai mutamenti culturali e sociali che contraddistinsero quel periodo.
Negli anni immediatamente precedenti alla restaurazione Meji, Fukuzawa, a causa delle sue idee progressiste e filo-occidentali, subì minacce di morte e vari attentati che lo misero in pericolo di vita.
Nel 1882 intensificò la propagazione delle sue idee progressiste, tramite la fondazione del quotidiano Jiji Shimpo, dalle cui pagine si premurò di effettuare un forte sostegno per una decisa occidentalizzazione del Paese.
Si appassionò alle dottrine filosofiche concernenti all'utilitarismo di matrice anglosassone e le divulgò nel lavoro Fuku-o Hyaku-wa (Cento dialoghi del vecchio Fukuzawa), stampato nel 1897.
Pochi anni prima di morire ricevette l'offerta della carica di pari, che respinse per restare un semplice cittadino.

5.000 yen

Sul fronte è raffigurata HIGUCHI ICHIYO (1872-1896).
Sul retro è disegnata una pianta di iris disegnata da Oogata Korin (1658-1716), pittore giapponese appartenente alla scuola Rinpa.
Higuchi Ichiyo è lo pseudonimo di Natsu Higuchi (2 maggio 1872 – Tokyo 23 novembre 1896) è stata una scrittrice giapponese.
Higuchi Ichiyo (1872-1896) fu la più importante scrittrice del periodo Meiji, autrice di Takekurabe (Crescendo, 1895) compose circa tremila tanka. Ella fu autodidatta e dimostrò la possibilità di emancipazione delle donne e delle classi modeste attraverso la diffusione della cultura e dell’istruzione.
Figlia di un samurai di classe inferiore che, con la restaurazione Meiji, perso l’incarico governativo investì tutti i risparmi della famiglia in attività commerciali che poi fallirono.
La vita di Hichiguchi fu pertanto difficile e sempre  accompagnata da difficoltà economiche.
Negli ultimi anni scrisse i romanzi "Ōtsugomori" (L'ultimo giorno dell'anno), "Nigorie" (La palude), "Wakare-Michi" (Strade separate), "Jūsan'ya" (La tredicesima notte) e" Takekurabe "(Gioco da ragazzi). Gli ultimi due sono considerati il suo miglior lavoro.
Morì all’età di 24 anni di tubercolosi.
Appare sulle banconote da 5000 yen dal 2004 ed è la terza donna ad apparire sulle banconote giapponesi, dopo l’imperatrice Jungu nel 1881 e la scritrice Murasaki Shikibu nel 2000 sulla banconota da 2000 yen.

2.000 yen

Sulla parte frontale della banconota c’è il monumento Shureimon, la porta del castello Shuri, uno dei simboli più noti di Okinawa. La parte superiore della porta recita “Paese della cortesia”, a voler ricordare l’accoglienza e la cordialità della popolazione di Okinawa.
Il retro della banconota raffigura Murasaki Shikibu, autrice di uno dei classici della letteratura giapponese, Genji Monogatari.
Questa banconota fu emessa nel 2000, ma è molto difficile da trovare, infatti si vede circolare di rado; il motivo è che non è utilizzabile nei vari distributori automatici che ci sono in Giappone, perché questi accettano solo banconote da ¥1000, non avendo la possibilità di dare come resto delle banconote da ¥1000, ma solo monetine e in questo modo queste terminerebbero subito.

1.000 yen

Sul fronte della banconota è rappresentato NOGUCHI  HIDEYO (1876-1928).
Sul retro si trova un’immagine del Monte Fuji, il monte più importante e sacro del Giappone.
Hideyo Noguchi (Inawashiro 9 novembre 1876 – Accra 21 maggio 1928) è stato un medico e batteriologo giapponese.
Nato con il nome di Seisaku Noguchi , lo cambiò nel 1898, dopo aver superato gli esami per la pratica medica.
Quando aveva 18 mesi, cadde in un caminetto acceso e si ustionò gravemente; nel piccolo villaggio natio di Inawashiro non c'erano dottori e Hideyo quasi perse l'uso di un braccio. Sarebbe riuscito a farsi operare solo all'età di 7 anni, riuscendo a recuperare gran parte delle funzionalità dell'arto, che rimase comunque offeso.
Si laureò nel 1897 a Tokyo, diventando poi assistente del professor Kitasato presso l'Istituto per le malattie infettive di Tokyo. Difficoltà a trovare un lavoro regolare in Giappone, dovute allo scetticismo che il suo braccio deforme provocava tra i responsabili per le assunzioni negli ospedali, lo portarono a trasferirsi all'estero.
Dopo un periodo di studi a Filadelfia e Copenaghen, nel 1900 si trasferì definitivamente negli USA, dove cominciò a lavorare occupandosi dei veleni dei serpenti. Dal 1904 in poi lavorò all'Istituto Rockefeller per la ricerca medica di New York. Qui fornì importanti contributi allo studio della sifilide, riuscendo nel 1913 a ottenere per primo la coltura della spirocheta che provoca la malattia e a dimostrarne la presenza nel sistema nervoso centrale dei sifilitici morti di paralisi progressiva. Un altro batterio isolato per la prima volta da Noguchi fu quello che avrebbe in seguito preso il suo nome, la Leptospira Noguchii, una specie del genere leptospira.
Perfezionò, inoltre, la teoria e la tecnica della reazione di Wassermann per la diagnosi della sifilide. Nel 1918 viaggiò molto tra l’America centrale e il Sud America per compiere ricerche su un vaccino contro la febbre gialla e per studiare la poliomielite e il tracoma. La recente apertura degli archivi della Fondazione del Premio Nobel ha confermato precedenti speculazioni: Noguchi ottenne nomination per il premio Nobel per la medicina nel 1913-1915, 1920, 1921 e 1924-1927. Noguchi è una vittima della scienza: i suoi studi sulla febbre gialla lo condussero in Africa, e ad Accra fu colpito da una forma mortale di questa malattia, come accadde al suo collaboratore Adrian Stokes l'anno precedente.
Fu un ricercatore appassionato e fu protagonista di eccezionali scoperte, ma più di una volta commise errori clamorosi, attribuendo l'origine di alcune malattie infettive a microrganismi che ne sono estranei, anziché a virus.
Quella che fu forse la più pesante delle sue responsabilità, riguarda i test sottocutanei fatti nel corso delle sue ricerche sulla sifilide. Tra il 1911 ed il 1912, in quella che si può definire una sperimentazione su cavie umane, iniettò estratti del virus a 571 soggetti, 315 dei quali avevano già contratto la malattia. Degli altri, alcuni erano pazienti in cura per altre malattie virali, e altri, tra cui diversi bambini, erano sani.
Ciò gli valse accuse di violazione dei diritti umani, e gli sarebbe costato in seguito denunce penali da parte dei parenti di tali soggetti, che contrassero la malattia a causa dei suoi esperimenti.
Dal 2004 il suo ritratto ha preso il posto di quello dello scrittore Soseki Natsume sulle banconote da 1.000 yen.

Nel 2006, il governo del Giappone ha istituito il "Premio Africa Hideyo Noguchi" che dal 2008 viene insignito a quegli scienziati o medici che si siano particolarmente distinti nella lotta contro le malattie africane.

Le monete


1 yen

Nella moneta da ¥ 1 (ichi en) c’è un alberello, che simboleggia la sana crescita del Giappone. Questa moneta è di alluminio ed è molto leggera, si dice infatti che sia l’unica moneta che può galleggiare.

5 yen

La moneta da ¥ 5 (go en) è perforata al centro ed è di bronzo.
Il design corrente della moneta go-en fu coniato nel 1959, usando caratteri giapponesi conosciuti come Shinjitai, letteralmente “nuova forma dei caratteri”, ovvero è un termine che indica la forma moderna dei kanji di uso comune nella lingua giapponese, ufficializzata nel 1946. Venne anche coniata nella “vecchia forma dei caratteri” tra il 1949 e il 1958. La moneta fu inoltre coniata sin dal 1870, quando dato l’alto valore dello yen, venne prodotta in oro.
Sulla faccia anteriore è rappresentata una pianta di riso che cresce fuori dall’acqua, con la parola “cinque yen” scritta in kanji. Sul retro vi è impresso “Giappone” e l’anno di coniatura, anch’essi in kanji, separati dalla fronda di un albero.
I tre elementi grafici rappresentano l’agricoltura e la pesca, elementi chiave del settore primario dell’economia in Giappone. Attorno ad un foro c’è la rotella di un ingranaggio a rappresentare l’industria. Questa è l’unica moneta giapponese in circolazione a non presentare nessun numero arabico.
In Giappone si pensa che la moneta da 5 yen sia fortunata, dal momento che le parole "5 yen" (五円) e "il destino" (ご縁) hanno lo stesso suono. Si usano spesso quando si dona una piccola offerta al tempio. E’ anche uso comune mettere una moneta da 5 yen in un nuovo portafoglio.

10 yen

Nella moneta da ¥ 10 (juu en) c’è la Sala della Fenice del Byōdō-in, un tempio buddista a Uji (nella prefettura di Kyoto), costruito originariamente nel 998 (periodo Heian), patrimonio mondiale dell'UNESCO per la sua longevità e la collezione di tesori nazionali. I giapponesi dicono che l’unico modo per ammirare questo tempio senza l’affollamento è guardarlo sulla moneta da 10 yen.

Sull’altro lato sono disegnate foglie di alloro.

50 yen

Nella moneta da ¥ 50 (gojuu en) ci sono dei crisantemi (kiku), simbolo della casa imperiale giapponese. Questa moneta è perforata al centro ed è d’argento.

100 yen

Nella moneta da ¥ 100 (hyaku en) ci sono i fiori di ciliegio (sakura). Essi simboleggiano la natura effimera della vita e sono un importante aspetto della tradizione culturale giapponese.

500 yen

 

Nella moneta da ¥ 500 (gohyaku en) da una parte c’è la pianta di Paulownia (kiri). Il suo fiore è considerato oggi il simbolo del primo ministro del Giappone, in passato era un simbolo secondo solo al crisantemo, simbolo dell’Imperatore.
L’Imperatore donò questo simbolo a Toyotomi Hideyoshi, primo unificatore del Giappone nel XVI secolo.
Il legno della paulownia ha un alto valore simbolico perché le leggende dicono che la Fenice (il mitico uccello immortale) si poggia solo sui suoi rami. Questa leggenda nasce probabilmente dal fatto che questo legno brucia molto lentamente.
Sull’altro verso della moneta sono raffigurati sul lato destro e sinistro (rispetto al numero 500) rami di “citrus tachibana” (mandarino giapponese). Anche questa è una pianta molto importante, tanto che nella corte esposta a sud (la più importante) del palazzo imperiale giapponese, sia a Tokyo che a Kyoto, vi è un albero di ciliegio (sakura) da un lato e un albero di tachibana (mandarino) dall’altro.
In alto ed in basso rispetto al numero 500 sono invece raffigurati rami di bambù.
In Giappone, molto spesso una piccola foresta di bambù circonda un monastero shintoista come parte della barriera sacra contro il male.
Inoltre il bambù è una pianta che ha molti importanti significati: la longevità e la tenacia, unita alla cedevolezza, così come è sinonimo di gioia, simbolo di pace e serenità, di buon augurio e di felicità.
La moneta da 500 yen probabilmente è quella che vale di più tra tutte le monete comunemente usate nel mondo (circa 3,80 euro nel dicembre 2015). Negli Stati Uniti la moneta comunemente usata con valore maggiore è un quarto di dollaro (¢ 25), circa 30 yen ad oggi; nell'Unione Europea la moneta più grande è quella da 2 euro, nel regno Unito sono le due sterline (£ 2) dal valore di circa 361 yen (valori rilevati sempre a dicembre 2015).

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