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I bambini del corso di Judo dell'UGG hanno ricevuto in regalo, per il nuovo anno, un foglio con i disegni del noto artista goriziano Marco Englaro (quello che realizza calendari, ma non solo, con pinguini e altre figure), che riproducono alcuni animali con addosso il costume da allenamento. Su consiglio del Maestro hanno colorato le cinture dei judogi con la sequenza di classificazione adottata nel sistema europeo. Tutti sono stati bravi a riprodurre i colori esatti e in più, alcuni di loro, hanno dipinto anche gli animali stessi. Un ottimo risultato.

Quale occasione migliore quindi, per un articoletto su questo argomento? Eccolo qui!

Classi KYU e Gradi DAN

Il colore delle Cinture

Esistono 5 classi di allievi (kyu) e 10 gradi di esperti (dan).
Il principiante all'inizio non è classificato (indossa la cintura bianca) e poi passa dalla 5a classe (kyu) alla 1a.

Questa divisione avrebbe dovuto servire a suddividere gli allievi secondo un programma gradi/età, ma si è rivelata poco pratica perché i DOJO non avevano la struttura per separare i praticanti come in una scuola.
In Europa, Mikonosuke Kawaishi, per ragioni pedagogiche proprie agli allievi occidentali, ma principalmente per dare un riconoscimento al praticante, creò il sistema delle cinture di colore diverso per ogni kyu (bianca, gialla, arancione, verde, blu e marrone), per poi arrivare alla cintura nera, propria dei gradi dan.

Il sistema giapponese usa solo in teoria le classi di allievi e solo due colori di cintura: bianca per non classificato, 5° e 4° kyu, marrone per le successive; il significato è che chi porta la cintura bianca va trattato con grande responsabilità (per esempio senza attaccarlo con tecniche irruenti perché presumibilmente non ha ancora padroneggiato le ukemi, le cadute, al punto di sentirsi sicuro).

In alcuni Dojo, come nel nostro, viene adottato anche un sistema di "mezze cinture" per i bambini più piccoli, onde evitare che si arrivi alla cintura marrone ancora troppo giovani e senza l'esperienza e le capacità necessarie per indossare le cinture più impegnative (blu e marrone).

Per i ragazzi il riconoscimento attraverso le cinture colorate può avere un valore educativo; per gli adulti è discutibile.
Nel sistema giapponese, la suddivisione con due colori di cintura ha uno scopo puramente pratico relativo all’abilità nelle ukemi, e di conseguenza al grado di responsabilità con cui possono essere proiettati.

Gli esperti di JUDO, dal 1° al 10° dan portano indistintamente la cintura nera.

Nell’idea del Fondatore dal 1° al 5° dan l’evoluzione judoistica prevede un potenziamento dell’ego e la personalizzazione della tecnica, alla ricerca della massima efficacia.
Dal 6° al 10° dan la personalità judoistica si affievolisce e il praticante si avvicina sempre di più all’universalizzazione della tecnica (significa che fino al 5° dan l’esperto pratica i suoi “speciali”, successivamente ricerca la forma pura della tecnica).

In Europa (ma anche in Giappone) il sistema è fallito perché alcune Cinture Nere proseguivano l’evoluzione prevista, mentre altre si dedicavano troppo presto all’insegnamento; inoltre l’arrogato potere delle Federazioni ad amministrare questi gradi, ha portato ad un ventaglio di possibilità: gradi agonistici, politici, arbitrali, onorari...

Essendo stata considerata la probabilità che gli esperti di Judo invecchino e quindi non siano più in grado di competere efficacemente, pur restando esemplari nell’esecuzione della tecnica, dal 6° dan è prevista una cintura di cerimonia: bianca e rossa per 6°, 7° e 8° dan, rossa per i successivi.

Essa ha il significato di chiedere particolare rispetto per chi la indossa.

Al fondatore, Jigoro Kano, non si è mai dato un grado, detenendo il titolo di Shihan (persona da imitare), ma nel periodo in cui il JUDO cominciava a diffondersi all’estero, in Giappone si ritenne che gli stranieri avrebbero meglio capito la sua importanza se gli fosse stato attribuito un grado di distinzione; così, dopo la morte, Jigoro Kano, divenne 12° dan e l’undicesimo rimase vuoto a rimarcare l’incolmabile abisso che lo separa dagli altri praticanti. Per esprimere la sua condizione di "non classificato" Kano portava sovente la cintura bianca, ma più alta di quella usuale, come era in uso nel ju-jutsu.

Portava anche la cintura nera, e negli ultimi tempi si esibiva spesso in abito da cerimonia (haori).

Ma... come si annoda la cintura (croce e delizia del Maestro...)? Ci sono molti modi, ma il più pratico e veloce (che tutti devono imparare molto presto...) lo presentiamo qui sotto.

 

 

I più esperti però... qui sotto possono vedere il modo migliore di allacciare la cintura, quello dei Maestri.

Allenatevi bene quindi, perchè un buon judoka si riconosce anche da come porta la cintura!

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