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Cenni storici: le origini del ne waza nel judo

Da uno scritto dello storico belga Paul de Saint-Hilaire (traduzione di Paolo Crugnola) aggiornato con un articolo di Graham Noble.

Il jujitsu della scuola Fusen ryu fu fondato da Takeda Motsuge nei primi dell’800. Motsuge era nato nel 1794 a Matsuyama in Giappone. Studiò il jujitsu fin da giovane e negli ultimi anni, quando insegnava ad Aki, fu considerato un vero e proprio shihan dai suoi allievi. Aveva appreso il namba ippon ryu da Takahashi Inobei e, nel corso della sua vita, aveva studiato anche Takenouchi ryu, Sekiguchi ryu, Yoshin ryu, Shibukawa ryu e Yagyu ryu. Il suo stile si sviluppò mentre la classe dei samurai si stava dissolvendo e questo lo portò ad orientarsi maggiormente verso il combattimento senz’armi. La Fusen ryu sviluppò infine un’arte quasi totalmente dedita al combattimento a terra anche se questo fatto non riguardò la totalità dei dojo (esistono infatti ancora oggi dojo di Fusen ryu che non insegnano solamente lotta a terra).

Al volgere del secolo scorso, il maestro di Fusen ryu, Mataemon Tanabe, sfidò un “nuovo” maestro di jujitsu che si era inserito nel suo territorio, tale Jigoro Kano. Con il nuovo stile che insegnava aveva battuto facilmente parecchie altre scuole di jujitsu che lo avevano sfidato. Così la scuola di Mataemon Tanabe combatté contro quella di Jigoro Kano e... vinse tutti gli incontri! Li vinse non proiettando gli avversari, ma portandoli a terra e quindi costringendoli alla resa con leve articolari, strangolamenti, ecc. Così nacque la lotta a terra nel judo. Jigoro Kano rimase affascinato dall’abilità con cui vennero battuti i suoi allievi e chiese (e forse pagò) a Mataemon Tanabe di svelargli i segreti della sua tecnica. Immediatamente designò alcuni suoi allievi, tra i migliori, a concentrarsi su queste nuove tecniche e in poco tempo il ne waza venne assorbito nel metodo Kodokan diventandone parte integrante.

Avendo ormai parecchi allievi esperti in ne waza, a Kano sembrò una buona idea usare questo metodo nell'insegnamento per le scuole. Poiché il combattimento in ne waza finiva in un modo non cruento con la resa dell’avversario e senza incidenti (in quel periodo, agli inizi del ‘900, la tecnica del judo era ancora da mettere a punto e i combattimenti in piedi non sempre finivano in maniera incruenta), esso poteva essere considerato più facilmente come attività sportiva e meno come arte marziale (nel Giappone del tempo era in atto una sorta di rifiuto verso tutto ciò che poteva avere richiami con il passato guerriero del Giappone e/o costituisse ostacolo nei confronti della modernità). Egli chiamò questo nuovo stile sportivo Kosen. Nel 1914 fu organizzato presso l'Università Imperiale di Kyoto il primo campionato delle Scuole Superiori Giapponesi. Nel 1925 lo stile Kosen aveva così preso piede che Jigoro Kano fu costretto a stabilire nuove regole di combattimento per limitarne l’impiego nelle competizioni. Si arrivò infatti a stabilire una proporzione fra lotta a terra (30%) e lotta in piedi (70%), regola che durò fino al 1940. Tutto ciò portò ad una specie di frattura all’interno del Kodokan. Molti di quei judoka che Kano aveva fatto specializzare nella scuola Fusen ryu di Mataemon Tanabe avevano approfondito il discorso in tal senso e questo consentì loro e ai rispettivi allievi di primeggiare in quasi tutte le competizioni, ma questa supremazia incrinava quel delicato equilibrio che Kano da tempo stava cercando di creare all’interno del Kodokan.

Il Kodokan doveva rappresentare una sintesi del vecchio jujitsu e non poteva quindi fare preferenze fra questo o quello stile. Nel contempo Kano aveva il problema di diffondere il suo metodo all’estero e per farlo doveva utilizzare persone che fossero in grado di difendere gli ideali del Kodokan anche davanti alle inevitabili sfide alle quali sarebbero andati incontro. Per questi motivi Kano decise di inviare gli allievi specialisti nel ne waza e protagonisti del nuovo stile Kosen. Fra questi allievi vi erano Hirata, Tomita e Maeda. Maeda, con Tomita, andò negli U.S.A. e dopo tante peripezie finì in Brasile dove insegnò ai fratelli Gracie la sua tecnica. Ecco perché il Brasilian jujitsu é quasi tutto lotta a terra: perché proviene dal famoso stile Kosen.Il Kosen continuò a sopravvivere in pochi luoghi, fra questi il dojo di Hirata Kanae in Giappone, che continua tuttora la propria attività anche dopo la sua morte avvenuta nel 1998.

Di seguito un brano tratto da un articolo sulla figura di Yukio Tani edito sulla rubrica "Bulletin N°6" del sito “The Kano Society”, a cura di Graham Noble, a sua volta tratto dal "Electronic Journal of Martial arts". In esso si parla di Mataemon Tanabe e dei suoi combattimenti con il Kodokan in modi più dettagliati.

Sappiamo molto poco sul primo periodo di pratica di Tani. Sembrerebbe che suo padre e suo nonno fossero insegnanti di jujitsu e che egli cominciasse ad allenarsi in giovane età. Dovrebbe essere intorno al 1890.

Shingo Ohgami disse che Tani si allenò con gli specialisti di lotta a terra della Fusen ryu, Torajiro Tanabe e/o Mataemon Tanabe. A conferma di ciò c'é la dichiarazione sul Takao Marushima's, di Maeda Mitsuyo, (conosciuto anche come Count Combat o Conde Koma), in cui si dice che Mataemon Tanabe era un amico del padre di Tani. Questo é interessante perché il successivo Tanabe, quarto direttore della Fusen ryu, caratterizzò la storia del primo Kodokan.

Nella rivista Judo Kodokan del settembre 1952 di Henri Plée, Kainan Shimomura 8° dan, scrisse: “gli incontri tra i maestri delle scuole erano delle eccezioni, tuttavia la pubblica opinione fu tale che nel gennaio del 1891 ebbe luogo un combattimento tra gruppi in cui Tobari (allora 3° dan di judo, che morì con il grado di 8° dan) per il Kodokan fu opposto a (Mataemon) Tanabe, esperto della Fusen ryu. Non bisogna commettere l'errore di considerare a priori l'antico jujitsu inferiore al moderno judo. Immediatamente Tanabe cercò di portare il combattimento al suolo, ma Tobaririuscì a stare in piedi. Dopo un feroce combattimento Tanabe vinse per strangolamento a terra. Tobari, amaramente deluso per la sconfitta, cominciò a studiare febbrilmente la lotta a terra. L'anno dopo sfidò nuovamente Tanabe. Questa volta fu una battaglia a terra e Tanabe vinse ancora. Ora era famoso, e in nome delle antiche scuole (di jujitsu) sfidò i membri del Kodokan, e anche Isogai (allora 3° dan, 10°dan al momento della sua morte) fu messo in difficoltà dalla sua tecnica al suolo. Il Kodokan concluse allora che un judoka veramente competente e completo dovesse possedere non solamente una buona tecnica in piedi, ma anche a terra. Questa é l'origine del famoso ne waza della regione del Kansai”. 

A conclusione di tutto ciò si può ben dire che Mataemon Tanabe, pur inconsapevolmente, contribuì a perfezionare la tecnica del Kodokan.

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