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Tratto dal quotidiano online indipendente "Lettera 43"

Licenza di massacrarsi nel judo
Nuove regole: solo rimproveri a chi commette scorrettezze.
Sul tatami non vince la tecnica, ma il più furbo. (di Giorgio Caccamo)

Letteralmente judo vuol dire «via della gentilezza». Non è solo un’arte marziale o una tecnica di combattimento. Secondo il suo fondatore Jigoro Kano, il judo mira al «perfezionamento dell’io» e al «miglioramento tecnico-spirituale».
Ma è anche uno sport e dal 1964 è tra le discipline olimpiche.
Ai Giochi di Londra 2012 hanno partecipato atleti di ben 137 Paesi.

NUOVO REGOLAMENTO DAL 2 DICEMBRE
Sport di lotta ma, non violento. Almeno fino ad adesso. Dal 2 dicembre, infatti, la Federazione internazionale di judo (IJF) ha introdotto all’unanimità nuovi regolamenti arbitrali e di gara, validi dal 2013 al 2016. Cambiamenti che secondo i critici rischiano di annullare quello spirito di leale combattività, passando dalla «via della gentilezza» al «massacro annunciato».

EVITARE LA FIGURACCIA DI LONDRA 2012
La ragione dell'inversione di tendenza da parte della Federazione sta nel tentativo della IJF di evitare altre brutte figure come la farsa del quarto di finale ai Giochi britannici tra il coreano Cho Jun-Ho e il giapponese Masashi Ebinuma (categoria 66 chili).
Gli arbitri avevano assegnato la vittoria a Cho, ma il presidente della giuria, dopo essersi consultato pure con il rumeno Marius Vizer, presidente della federazione, aveva poi ribaltato la decisione tra lo stupore generale, le risate e i fischi del pubblico. A rimettere ordine al torneo, ci ha però pensato il destino, visto che sia Cho sia Ebinuma hanno vinto la medaglia di bronzo.

Rimane solo un arbitro e la giuria interviene solo in caso eccezionale

Tra le novità introdotte dal regolamento è stato vietato rompere la presa dell’avversario con due mani: i judoka devono imparare a farlo solo con una mano. Spariscono i due arbitri di sedia: resta solo quello centrale, insieme con un giudice addetto al controllo video e coadiuvato da un terzo componente della commissione arbitrale. La giuria della federazione internazionale è previsto possa intervenire solo in situazioni eccezionali.

NOVITÀ PER I PUNTI E PENALITÀ
Ma è nell’attribuzione di punti e penalità che i cambiamenti, rispetto al precedente regolamento del 2008, hanno gli effetti maggiori.
La IJF ha abolito il valore sanzionatorio di alcune penalità (shido). Chi commette scorrettezze fino a oggi punite con punti contro, dal gennaio 2013 si sentirà soltanto rimproverare dall’arbitro. Resta l’eliminazione in caso di hansoku-make, cioè di gesti pericolosi o contrari allo spirito del judo, compreso il mancato rispetto dell’arbitro. Negli altri casi non saranno assegnati punti a favore di chi subisce le irregolarità.

EVITARE DI VINCERE CON LE SANZIONI
Gli effetti antisportivi sono evidenti: gli arbitri saranno costretti a dare la vittoria anche a chi sarà sanzionato fino a tre volte per non combattività (passività) o per essere uscito troppo spesso dal tatami, purché segni anche solo un vantaggio o un mezzo punto.
L’obiettivo della IJF è di scoraggiare quegli atleti che cercano di vincere con le sanzioni date all’avversario e non con i propri punti. Eppure potrebbe accadere l’opposto, cioè l’impunità dei judoka scorretti.
Le penalità serviranno solo in caso di parità al termine dell’incontro, avranno un valore 'tecnico' come nella boxe: chi ne ha ricevute di meno vince.

TEMPI SUPPLEMENTARI ILLIMITATI
L’altra grande novità ha a che fare proprio con le situazioni di parità. Se neanche le penalità bastassero a decretare il vincitore, si va al golden score, una specie di tempo supplementare che dai precedenti tre minuti (senza vincitore decideva l'arbitro) diventa illimitato. Chiara la finalità della Federazione: premiare ai meriti tecnici del judoka.
Questa scelta però è destinata a far diventare il judo una disciplina più fisica che tattica, povero di ippon (schienate) e altre giocate spettacolari.

Nuovo regolamento dal Gran Slam di Parigi a febbraio 2013

Il regolamento è destinato a entrare in vigore in via sperimentale con il Grand Slam di Parigi il 9 e 10 febbraio 2013 fino ai Mondiali di Rio de Janeiro (in programma dal 26 agosto al 1 settembre 2013), ma potrebbe valere fino all'Olimpiade del 2016. Nel frattempo, comunque, eventuali modifiche possono essere apportate.
«Non c’è nulla di definitivo», ha detto il presidente Vizer presentando le nuove regole, «se scopriremo che una decisione non va nella giusta direzione, rivedremo la nostra posizione».

L'ITALIA DEVE ANCORA ADEGUARSI
Gli arbitri però non hanno troppo tempo per abituarsi ai cambiamenti: un seminario di aggiornamento a Malaga è previsto solo a metà gennaio, un paio di settimane prima del debutto delle regole al torneo di Parigi. E sul sito della Federazione italiana judo, lotta, karate e arti marziali non c'è ancora traccia del nuovo regolamento.

RISPETTO DEI PRINCIPI MORALI
«Il judo deve continuare ad adattarsi al tempo che passa», ha spiegato ancora Vizer, «pur mantenendo le sue radici e i suoi valori». Tra questi valori e principi morali c’è sicuramente il rispetto per l’avversario e per la 'cerimonia' del combattimento. Ma sul tatami, nessuna pietà.

Sabato, 15 Dicembre 2012

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